Benamou, attaccato dagli intellettuali francesi, rinuncia. Peduzzi, uscente: «Qui si lavora sodo» Dietrofront. Il nuovo direttore di Villa Medici ha deciso di ritirarsi. Attaccato da una cordata di artisti e di intellettuali francesi. George-Marc Benamou s'è fatto da parte. Non verrà paracadutato sull'Accademia nazionale di Trinità dei Monti dopo essere stato silurato in politica. Et voilà. Ora diranno che dietro la rinuncia c'è lo zampino di madame Carla Bruni in Sarkozy. Seduto al centro del suo bel salotto con affaccio sui tetti di Roma. Richard Peduzzi, direttore uscente di Villa Medici, preferirebbe non entrare nella bagarre: «Non mi risulta che sia intervenuta, ma in momento in cui il Presidente della Repubblica veniva attaccato il dovere di Carla Bruni era far capire l'importanza di Villa Medici e il peso che questo luogo ha avuto da sempre nella cultura». Da una parte la first lady italiana e la fìrst-sorella attrice e regista Valeria Bruni Tedeschi, con l'aggiunta di 350 intellettuali, artisti e parlamentari che hanno firmato una petizione. Dall'altra George-Marc Benamou. il «direttore sgradito». È questo il quadretto disegnato dalla stampa francese, pronta a rispolverare un vecchio dubbio. A quoi sert la Villa Médicis? (titolo apparso ieri su Le Monde). Peduzzi non ama questa «bataille». E avrebbe tutto il diritto di starne fuori: «Personalmente sono contrario alle petizioni. Conosco Valeria Bruni Tedeschi solo perché lei e il suo compagno Louis Garrell sono vicini di casa dei miei figli. Vorrei però che chi ha scritto certe cose venisse qui a vedere gli sforzi e il grande lavoro che abbiamo fatto in sei anni». E i costi? «Ogni volta che lo Stato vuole fare qualche economia se ne parla. Il nostro budget è di 7 milioni di euro l'anno; devono servire per pagare gli stipendi ai 45 dipendenti - 35 italiani e 10 francesi - compreso il mio. Più 900 mila per l'organizzazione di eventi». Aver "ouvert la villa sur la ville" allestendo mostre, concerti, rassegne e incontri a ciclo continuo è merito di Peduzzi. Per raggiunti limiti d'età dovrà passare la mano. Ma non a Benamou. l'ex consigliere culturale di Nicolas Sarkozy. che si era autodesignato successore. In un'intervista pubblicata da Le Nouvel Observateur Benamou ha pronunciato il suo autodafé: «Ci ho riflettuto bene: mi ritiro». Tentativo di recuperare e la gaffe di quando aveva confessato di aver scelto la villa medicea «per scrivere romanzi». «In realtà qui non ci si ferma un istante - osserva Peduzzi -: questo luogo merita rispetto e rigore». Da Trinità dei Monti sono passati Jean Marie Drot. Jean Leymarie, Bruno Racine e Balthus. Come finirà la querelle? A scegliere il nuovo direttore, per la prima volta nella storia, sarà una commissione presieduta da Hugues Gall, ex direttore dell'Opera di Parigi. Oggi la prima riunione. Tra i favoriti lo scrittore Michel Schneider. il direttore della Scuola delle Belle arti di Parigi Henry-Claude Copuseau e lo scrittore e diplomatico Olivier Poivec d'Arvor. Ma c'è chi si batte perché il prescelto sia un artista, Intanto alla "Villa" la vita continua. Da domani al 20 aprile Bruno Perramant, un artista residente nell'Accademia, esporrà 1e sue opere nella mostra Nuovi spettri. Ogni riferimento alla situazione è puramente casuale.