Si doveva raggiungere il milione di visitatori annui e il pareggio del bilancio. Era scritto nel business plan che accompagnò nel settembre del 1997 la nascita della Bioparco Spa. Sei anni dopo i numeri descrivono uno scenario del tutto diverso: i biglietti staccati in media ogni anno sono aumentati ma restano meno della metà (550.000), mentre il rapporto entrate-uscite è fermo sul rosso. È sarà così almeno fino al 2007, quando scadrà il contratto di servizio, con una perdita per il Comune di 2.500 milioni di euro ( Iva) l'anno. È la sintesi del "parere" espresso dall'Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma. Un documento che nell'anno del centenario di Villa Borghese non sembra prefigurare lunga vita alla giovane Spa, primo esempio di società a prevalente capitale pubblico (Comune al 51, Costa Edutainment 39 e Cecchi Gori Group 10). L'Agenzia - un'emanazione del consiglio comunale - ha analizzato una quantità stratosferica di documenti e verbali ponendo rilievi di natura economica e giuridica. Si rileva, ad esempio, come «il socio Cecchi Gori non abbia mai portato a termine il previsto programma di attività multimediale» pur avendo «il diritto di nominare nel cda un «osservatore con poteri d'interventi». Come tutto sia stato lasciato in mano ai fratelli Costa, gli stessi che gestiscono l'Acquario di Genova dopo aver ceduto - due giorni prima di firmare il contratto del Bioparco - ad un gruppo statunitense le seicentomila tonnellate di flotta navale. Cessata l'attività di armatori, il rischio di finire nei marosi è rimasto. Il nuovo contratto di servizio siglato nel 2002 è un'inversione di rotta. Si abolisce il canone da versare al Comune (500 milioni di vecchi lire annue) e si predispone un piano di rilancio rinunciando di fatto alla previsione di un utile. Il Bioparco, insomma, come «missione», in nome dei 1200 animali ospitati. «Sotto il profilo economico - rileva però l'Agenzia - il nuovo contratto apporta rilevanti novità sulle relazioni contrattuali tra le parti. In sostanza esso contrattualizza l'inversione dei flussi di reddito tra società e comune previste nel vecchio contratto». «L'esperimento non ha funzionato - ammette Monica Cirinna, vice presidente del Consiglio comunale, delegata ai Diritti degli Animali - ci sono soci che non investono ma vivono con i soldi pubblici. L'unica via d'uscita è ora una Fondazione no profit». Per la Cirinnà l'esperienza Bioparco non è comunque da buttare via. «Nel 1993 al Comune costava 12 miliardi di vecchie lire, ora anche se le previsioni sono rimaste sogni, ci costa meno della metà». Anche l'Agenzia rileva come le perdite siano state comunque ridotte rispetto al disastroso andamento del vecchio zoo. Ma chiede al Comune di rescindere l'accordo lì dove non prevede «strandard qualitativi di erogazione del servizio, tipo fissare i limiti ai tassi di mortalità delle specie o gli obiettivi da perseguire nella ricerca scientifica. «Svolgiamo una missione di tipo pubblico, per il benessere e la conservazione degli animali - ribadisce l'avvocato Giovanni Arnone, presidente di Bioparco Spa - chi guarda solo alle cifre dimentica i vincoli commerciali, paesaggistici e archeologici e i lavori di restauro che sono stati effettuati: presto aprirà un nuovo settore, tre ettari riservati ai disabili, più un asilo nido e un centro anziani».
Il Bioparco? Così non funziona - Allarme dell'agenzia di controllo: Bilanci in perdita, pochi visitatori
Il Bioparco Spa, una società a prevalente capitale pubblico, ha raggiunto il milione di visitatori annui e il pareggio del bilancio, ma il suo andamento è stato diverso da quanto previsto. I biglietti staccati ogni anno sono aumentati, ma il rapporto entrate-uscite è fermo sul rosso. L'Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma ha analizzato i documenti e verbali del Bioparco e ha rilevato problemi economici e giuridici. Il nuovo contratto di servizio siglato nel 2002 abolisce il canone da versare al Comune e prevede un piano di rilancio, ma l'esperimento non ha funzionato.
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