------------------------------------------------------------ Per Leonardo Benevolo, storico dellarchitettura, uno dei padri dellurbanistica in Italia, lespressione "centri storici" non è convincente. Non rende bene «la natura originaria di città complete e autonome». È una definizione contraddittoria che sfigura il loro equilibrio. Nella città che è continuamente soggetta a trasformazione, e che deve assumere una forma policentrica, aggiunge Benevolo, la "città antica" è uno dei suoi centri e va protetta da tutte «le attività micidiali per la sua conservazione». Quali sono i principali pericoli? «La rete di strade deve essere protetta dalle macchine. Questo è un punto delicatissimo. Ma altri se ne possono indicare». Leccessiva pressione turistica? «Direi di sì. Il turismo si può organizzare, indirizzandolo sulle città antiche, ma anche sui paesaggi. In un sistema così concepito il turismo è una risorsa da non sprecare. Ma non può diventare unattività preponderante: è come se in un appartamento la camera più bella fosse quella per gli ospiti». Si deve mantenere una proporzione fra abitanti e turisti. «Tranne Roma, le città di cui parliamo sono abitate in media da alcune decine di migliaia di persone. Se sono frequentate da masse imponenti di visitatori rischiano di soccombere». Qualcuno indica anche il pericolo che potrebbe derivare dai troppi studenti universitari. «In qualche caso questo pericolo è evidente. Urbino è al limite della sopravvivenza. Luniversità è troppo grande e la città troppo piccola. Non si sa più se la città ha gli strumenti necessari al suo funzionamento. O se i suoi servizi sono commisurati alluniversità». Ma le università sono in sé stesse un rischio per i centri storici? «Assolutamente no. Possono essere una fonte di ricchezza. A Oxford o a Cambridge il rapporto fra università e organismo urbano funziona bene».
CENTRI STORICI Intervista allurbanista Benevolo: "Che cosa fare per salvarli"
Leonardo Benevolo, storico dell'architettura, critica l'espressione "centri storici" come definizione inadeguata per descrivere le città complete e autonome. Secondo lui, la "città antica" è uno dei centri e deve essere protetta. I principali pericoli per la conservazione sono la rete di strade, la pressione turistica eccessiva, il turismo preponderante, i troppi studenti universitari e le università stesse. Tuttavia, le università possono essere una fonte di ricchezza per le città. Il rapporto fra università e organismo urbano funziona bene in città come Oxford e Cambridge. La città di Urbino è al limite della sopravvivenza a causa della sua università troppo grande e della sua piccola dimensione.
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