Approvate dal Consiglio dei Ministri le modifiche elaborate dalla Commissione Settis, si attendono ora i pareri delle Regioni e delle Commissioni parlamentari. Ma il prossimo Governo le farà proprie? Roma. Nell'equilibrio dei poteri tra Stato e Regioni, in Italia non è considerato del tutto politically correct propendere verso lo Stato, tanto più se si tratta di riportare nelle sue mani funzioni in parte passate alle Regioni. Questa è la principale ragione delle difficoltà che stanno affrontando le modifiche al Codice dei beni culturali e del paesaggio (riguardano 105 articoli su 184) predisposte da una Commissione di esperti presieduta da Salvatore Settis. Si tratta di due schemi di decreti legislativi (rispettivamente per i beni culturali e per il paesaggio) che hanno ricevuto a fine gennaio l'approvazione preliminare del Consiglio dei Ministri; dopo l'espressione dei pareri, obbligatori ma non vincolanti, della Conferenza Stato-Regioni e delle competenti Commissioni delle due Camere (Commissione cultura per il settore beni culturali, Commissione ambiente per il paesaggio) potranno essere definitivamente approvati, eventualmente con modifiche. La stessa legge delega in base a cui è stato emanato il Codice autorizzava «disposizioni correttive e integrative», per consentire gli adeguamenti che l'esperienza applicativa avrebbe dimostrato opportuni; due decreti legislativi di modifica sono stati approvati nel marzo 2006 (nn. 156 e 157), mentre già nel febbraio dello stesso anno era stata prorogata di ulteriori due anni (quindi fino al primo maggio 2008) la scadenza della delega per eventuali ulteriori modifiche. L'articolo integrale è disponibile nell'edizione stampata de Il Giornale dell'Arte
Il paesaggio non è più quello di una volta
Il Consiglio dei Ministri ha approvato le modifiche al Codice dei beni culturali e del paesaggio, predisposte dalla Commissione Settis. Le modifiche riguardano 105 articoli su 184 e sono state approvate preliminariamente. Ora aspettano i pareri delle Regioni e delle Commissioni parlamentari. Il prossimo Governo dovrà decidere se approvarle definitivamente. Le modifiche sono state predisposte per correggere e integrare il Codice, che è stato approvato nel 2006. La delega per le modifiche è stata prorogata fino al primo maggio 2008. Le Regioni e le Commissioni parlamentari dovranno esprimere i loro pareri prima che le modifiche possano essere approvate definitivamente.
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