IL CASO. Le considerazioni della soprintendente archeologica dopo le polemiche sui ritardi sollevate nei giorni scorsi dai committenti dei lavori e dal Comune Cavalieri Manasse: «Per tombe, muri e cripte necessarie accurate indagini». È rischio di blocco totale Non voglio dare scadenze per doverle rivedere. Aspetto i risultati per decidere SOPRINTENDENTE È davvero un'altra Verona quella che sta affiorando dal sottosuolo, dai cantieri per i parcheggi interrati. Una Verona che riconsegna, fra le pale delle ruspe e il lavoro degli operai, pezzi di storia, anzi autentici documenti di storia. E così, come del resto prevede la legge, da una parte all'altra della città, dentro i cantieri di lungadige Capuleti e di piazzetta Arditi, al posto di ingegneri e architetti sono impegnati esperti archeologi e antropologi. Dal risultato del loro lavoro e dalle loro perizie dipenderà sicuramente il futuro dei posti auto sotto la superficie della città. Lo sa bene la soprintendente archeologica del Veneto, Giuliana Cavalieri Manasse, ma si guarda bene dall'esprimere giudizi. E soprattutto, con grande professionalità, tiene a sottolineare che non servono i grandi proclami, bisogna guardare ai risultati. «Sono dati importanti quelli che andiamo a formulare», sostiene, «non voglio dare scadenze per dopo doverle rivedere. Aspetto di buon grado i risultati, anche per decidere il da farsi. Ripeto, non rischio di dare notizie che poi dovrei smentire». PIAZZETTA ARDITI E I MORTI DELLA PESTE NERA. Sono affiorate centinaia di ossa umane e anche diversi reperti come monete che di primo acchito fanno pensare risalgano al Trecento, epoca scaligera. Probabili vittime della Peste Nera che flagellò l'Europa a metà del secolo. Manasse non conferma le indiscrezioni raccolte e pubblicate ieri dal nostro giornale. In un primo momento, come già premesso, si limita a lasciare la parola agli antropologi attivi nel sito. Poi aggiunge: «A vederle così sembrano deposizioni relative a un unico episodio. Devo anche dire che è la prima volta che mi trovo di fronte a un ritrovamento di questo genere. Qui i dati e i risultati degli studi antropologici faranno luce». Ma i resti, dopo essere stati catalogati, dove verranno portati? «Li porteremo al cimitero Monumentale, almeno così spero», dice. E non nascondendo un vero e sentito rispetto per quegli scheletri aggiunge: «Li siamo andati a disturbare, è giusto ridare loro la giusta e dovuta sepoltura». Ma il parcheggio a questo punto si farà e quanto bisognerà aspettare? «Ripeto, bisognerà aspettare i risultati delle indagini», risponde, «in una linea di tempo che va da un mese a quattro». LUNGADIGE CAPULETI E IL MURO VISCONTEO. Quello che è affiorato dagli scavi è presumibilmente il cosiddetto muro a fiume della cittadella viscontea. Risale sempre al Medioevo, attorno al 1300. Rientra in quella che era una grande fortezza con stabile di guarnigione della cittadella. «In questo caso servono ulteriori indagini», assicura la soprintendente, «per potere definire l'andamento del muro servirà predisporre nuove trincee ortogonali alla strada. Questo permetterà di capirne lo sviluppo». I tempi di studio? Non si sbilancia. «Non voglio dire un periodo per l'altro», ripete. PIAZZA CORRUBIO E LA PRIMITIVA CHIESA DI SAN LUCA. «Per dire se ci sia o no serve scavare», dice Manasse alla domanda se sia o no possibile realizzare un parcheggio interrato nel cuore del quartiere storico. «La cripta di cui si parla, se ho visto bene dov'è localizzata, dovrebbe avere un affaccio non verso la piazza ma dall'altra parte», spiega. C'è la possibilità di trovare ulteriori tombe? «Per la mia esperienza non lo escluderei, ma in questo caso penso sarebbero del tutto asportabili». Allora è d'accordo con il parcheggio? Non risponde.
VERONA - Verso uno stop di mesi per i cantieri
La soprintendente archeologica del Veneto, Giuliana Cavalieri Manasse, ha espresso le sue considerazioni sui ritardi nei lavori di scavo per il parcheggio interrato di piazzetta Arditi. Ha sottolineato che non serve dare scadenze per evitare di dover rivedere i risultati, ma aspetta i dati degli studi antropologici per decidere il da farsi. Ha anche parlato di un ritrovamento di ossa umane e reperti che potrebbero risalire alla Peste Nera, e ha affermato che i resti dovranno essere catalogati e poi portati al cimitero Monumentale.
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