TRAMVIA ATTO quarto. Cioè il prolungamento della linea tre. Quella che da Careggi arriva alla Fortezza e che grazie alla nuova richiesta di finanziamenti inoltrata da Palazzo Vecchio ai palazzi romani potrebbe presto prevedere la realizzazione di circa due chilomentri in più di binari. Dalla Fortezza a piazza della Libertà, lungo la dorsale dei viali (le piazze Isidoro del Lungo, Do-natello, Mazzini, Beccaria) fino in piazza Piave in riva all'Arno. Per il vicesindaco Giuseppe Matulli, assessore alla Mobilità, il nuovo tratto finanziato è una occasione preziosa. «Per piazza della Libertà in particolare spiega visto che non abbiamo ancora un progetto definitivo. La certezza dei fondi per il nuovo tratto, già previsto nello schema generale del progetto, ci consentirà di studiare la soluzione della piazza una volta sola, risparmiando tempo, disagi e ovviamente denaro». Ma la vera novità legata al prolungamento è quella che il vicesindaco definisce l'«asse centrale della tramvia». «E' il tratto insiste Matulli più interessante sotto vari punti di vista. Prima di tutto perché regge tutto il sistema da piazza Vittorio Veneto a piazza Piave, cioè i due punti di approdo all'Arno. E' il tratto dove si realizza il maggior numero di interscambi e anche quello che presenta la maggiore versatilità. E' quello che da un logica a tutto il sistema». Una logica che potrebbe per-sino preludere ad evitare il passaggio dal centro, quello sotto il Duomo? Matulli sostiene di no. Far arrivare la tramvia fino a piazza Stazione da una parte e di fatto fino a lambire la zona di Santa Croce dall'altra, secondo il vicesindaco non basta. «Non è una questione di itinerario alternativo spiega ma di funzioni da garantire all'interno del centro storico cittadino. Senza trasporti pubblici efficienti, il centro è destinato a diventare a quasi esclusivo uso turistico. E' questo che vogliamo?». Il tema però è controverso. Lo sa bene l'ex assessore di Palazzo Vecchio, Giovanni Bellini, oggi senatore della Repubblica e candidato per la Sinistra arcobaleno: «L'idea della dorsale dei viali per il passaggio della tramvia ricorda faceva già parte dei progetti della giunta Primicerio. Ed è sempre stata considerata una delle soluzioni possibili per evitare il passaggio dal centro storico. Di fatto si potrebbe arrivare fino a Santa Croce da un lato e alla stazione dall'altro e poi creare dei brevi collegamenti interni al centro storico utilizzando dei bussini elettrici». Insomma potrebbe essere una delle vie percorribili per risolvere l'empasse almeno a livello politico legato alla tramvia. E il fronte della sinistra arcobaleno sul fronte è particolarmente attento: «La soluzione è interessante commenta Gianni Varrasi, capogruppo dei verdi in Palazzo Vecchio come al solito, però non ne ho sentito parlare in nessuno dei famosi tavoli preposti. Non ne è stata data alcuna comunicazione nemmeno ai capigruppo della maggioranza». Caustico il giudizio di Mario Razzanelli (Udc): «Il progetto della tramvia non solo fa acqua da tutte le parti, ma adesso diventa anche monco. Dov'è andato a finire il progetto che prevedeva i capolinea della linea 3 in viale Europa e a Rovezzano?».
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Il progetto di prolungamento della linea 3 del tramvia da Careggi a piazza Piave è stato finanziato e potrebbe prevedere la realizzazione di circa due chilometri di binari. Il vicesindaco Giuseppe Matulli considera il tratto da piazza della Libertà a piazza Piave come l'asse centrale della tramvia, che regge tutto il sistema e presenta la maggiore versatilità. Matulli sostiene che il tratto potrebbe preludere ad evitare il passaggio dal centro storico cittadino, ma il tema è controverso. L'ex assessore di Palazzo Vecchio, Giovanni Bellini, considera la dorsale dei viali come una delle soluzioni possibili per evitare il passaggio dal centro storico.
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