Spunta l'ipotesi di reato per il fascicolo aperto mesi fa sulla base dell'esposto di Coimpresa. Estendere i vincoli sul colle di Tuvixeddu a Cagliari, a dispetto dell'accordo di programma con i priv ati è stato un abuso d'ufficio? Prima di rispondere a questa domanda, la procura della Repubblica dovrà vagliare centinaia di atti. Ora che il sostituto procuratore Daniele Caria ha fatto acquisire i documenti della spinosa questione, è emersa l' ipotesi di reato: abuso d'ufficio, per un fascicolo ancora contro ignoti. È praticamente l'unica novità dall'apertura dell'inchiesta che risale ai mesi scorsi, ed è stata avviata sulla base degli esposti presentati dal legale Agostinangelo Marras per conto della società Coimpresa di Gualtiero Cualbu, padre del progetto di edificazione su via Is Ma glias. La Procura aveva già acquisito la sentenza del Tar che a febbraio aveva bocciato i nuovi vincoli voluti da Renato Soru ed imposti attraverso una Commissione regionale per il paesaggio. Nel duro verdetto amminis trativo si parlava di «sviamento di potere» proprio nella procedura di estensione dei vincoli. Della sentenza, uno dei passaggi più roventi faceva riferimento al progetto firmato dall 'archi-star fr ancese Gilles Clement, presentato dal presidente Soru come l' ideale alterna tiva al piano Cualbu. Non è escluso che il pm voglia approfondire anche questoaspetto. Anche se in Regione non c'è traccia di alcun collegamento con il progettis ta fr ancese, deliber a di Giunta per la proposta del vincolo, la n. 3112 del 22.8.2007, diede mandato agli assessori affinché «realizzassero » proprio quel progetto di tutela per la conservazione e ripris tino delle aree di Tu vixeddu- Tu vumannu. Deliber a che comunque, non costituisce la prova di un reato. Perché il fr ancese è stato pagato dalla Fondazione Banco di Sardegna: caché per il progetto presentato a giugno 2007 al Festival dell'Architettura, 50mila euro. Ma chi può dire che si tratti di un reato? Per dare corpo ad un'accusa, il pm dovrà provare che Soru o chi per lui ha voluto bloccare il progetto di Cualbu, per favorirne uno alternativo.