Le due alternative al potenziamento della struttura di Sestri Le aree sarebbero già state individuate nel Tortonese, il proprietario è Marcellino Gavio Cera una volta il waterfront. E a volerla dire tutta cè ancora, nel senso che nessuno, ufficialmente, lo ha cancellato. Anzi, lultimo atto pubblico è la firma di un accordo quadro fra tutte le istituzioni e le rappresentanze del mondo imprenditoriale e del lavoro che conferma il progetto di Piano come lasse portante dello sviluppo dello scalo. Roba dello scorso anno, ma sembra sia passato molto più tempo, visto tutto quello che è successo dallautunno a oggi: è uscito di scena lex presidente dellauthority Giovanni Novi, finito addirittura agli arresti domiciliari, il sindaco Marta Vincenzi ha annunciato di voler inglobare lagenzia del waterfront nellUrban Lab e, buon peso, è pure caduto il governo, unica sponda nazionale a un progetto che pure aveva trovato più di un sostenitore dentro alla squadra di Prodi. Per ora, quindi, il disegno complessivo del waterfront resta al museo del Mare. In attesa che qualcuno torni ad occuparsene, prendendo le opportune decisioni, in un senso o nellaltro. Chi ha speso qualche parola è stato lex sindaco Giuseppe Pericu che la scorsa settimana, in unintervista a Repubblica, ha spiegato le ragioni del suo addio al consiglio di amministrazione dellaeroporto di Genova. Essendo proprio il trasferimento del Colombo in mezzo al mare il fulcro dellintero progetto del waterfront di Piano, le parole di Pericu sono apparse quanto mai opportune per capire lo stato dellarte delloperazione. «Avevo vincolato il mio mandato alla verifica della fattibilità del trasferimento dellaeroporto in mare - ha spiegato in sostanza Pericu - Così è stato, loperazione si può fare. A quel punto ho rimesso il mio mandato nelle mani del presidente». Pericu ha fatto anche unaltra annotazione, avvertendo dellesistenza di una cordata trasversale che punterebbe a spostare laeroporto non tanto in mezzo al mare quanto nel Basso Piemonte. Anche su questo fronte, non si tratta di una novità assoluta. Già negli anni Novanta fu lallora presidente della Camera di Commercio di Genova, Gianni Scerni, a parlare dellopportunità offerta dal Basso Piemonte che metteva a disposizione grandi spazi per costruire una nuova posta aeroportuale. Già allora si entrava nel dettaglio, indicando unarea enorme, lunga cinque chilometri lungo il torrente Scrivia, nel Tortonese, di proprietà dellimprenditore Marcellino Gavio. Oggi Gavio a Genova è arrivato, rilevando la maggioranza del terminal portuale San Giorgio (il socio di minoranza è Gianni Scerni), ma ciclicamente qualcuno riporta a galla quel progetto. Trasferirsi nel Basso Piemonte, in fondo, potrebbe essere meno complicato di quanto sembri in apparenza. Soprattutto perché il collegamento Genova-Tortona sarebbe garantito da un treno-navetta capace in una ventina di minuti di attraversare i Giovi e arrivare in Piemonte. Chissà che, in tempi difficili per il terzo valico, qualcuno non riesca a far passare un valico più piccolo, ma altrettanto importante, verso il Piemonte. (mas. m.)
LIGURIA - TERRITORIO: E se il waterfront affonda torna la pista piemontese
Il progetto del waterfront di Piano, che prevede il trasferimento dell'eroporto di Genova in mare, è ancora in discussione. Nonostante l'ultima firma di un accordo quadro tra le istituzioni e le rappresentanze del mondo imprenditoriale e del lavoro, il progetto sembra essere stato messo in discussione. Il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, ha annunciato di voler inglobare l'agenzia del waterfront nell'Urban Lab, mentre il governo è caduto. Il presidente dell'autorità, Giovanni Novi, è stato arrestato. Il progetto è stato anche oggetto di discussioni sulla possibilità di trasferirlo nel Basso Piemonte, un'area di proprietà dell'imprenditore Marcellino Gavio.
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