La dismissione di una parte del patrimonio comunale serve e far cassa per ricomprare l'area dell'ex Mercato e ristrutturare l'ex Arsenale Cambio di destinazione d'uso per i palazzi Forti, Pompei, Gobetti e della caserma dei vigili. Che saranno venduti per 107 milioni La raccolta di Scienze naturali andrà al palazzo del Capitanio, Arte moderna a Castel San Pietro Dopo che il Consiglio comunale, tra le critiche dell'opposizione, ne aveva autorizzato la vendita, la Giunta ha compiuto un altro passo per rendere più «appetibile» l'acquisto di quattro storici palazzi. Si tratta di un'operazione dal valore di partenza di 107 milioni. Per valorizzare gli immobili, la Giunta ieri ha deciso il cambio di destinazione d'uso da museale a residenziale, direzionale e commerciale per palazzo Forti, sede della Galleria d'arte moderna, palazzo Pompei, in lungadige Porta Vittoria, che ospita le sezioni di zoologia, geologia e didattica del Museo civico di storia naturale e palazzo Gobetti, in corso Cavour, in cui si trovano le sezioni preistoria e botanica. Tale decisione dovrà passare all'esame dell'aula consiliare. Il sindaco Flavio Tosi e la sua giunta hanno inoltre deciso di mettere sul mercato anche l'ex Convento di San Domenico, in via del Pontiere, in cui si trova la polizia municipale. Il pezzo più pregiato è lo storico palazzo Forti, in corso Sant'Anastasia, che sarà messo in vendita su una base d'asta di 65 milioni. Sarà di 20 milioni per palazzo Pompei e di 10 per il Gobetti, mentre per l'ex Convento si partirà da 12 milioni e 600mila euro. Una lettera aperta contro la vendita di palazzo Forti era stata scritta, nei giorni scorsi, da circa duecento fra docenti universitari, esperti d'arte, la soprintendente Cavalieri Manasse, insegnanti e liberi professionisti. Ma non è servito e il Comune andrà avanti per la sua strada. «Il cambio di destinazione d'uso», ha spiegato l'assessore all'Urbanistica Vito Giacino, «ci garantirà il massimo introito. Sarà quindi il Comune il primo a beneficiarne e senza stravolgere la variante urbanistica del centro storico, ma con semplici modifiche delle schede sui quattro edifici». Obiettivo primario dell'operazione è ricavare i 33 milioni necessari per ritornare in possesso delle aree di Verona Sud, in precedenza destinate al Polo finanziario. Ma con parte del ricavato, ha fatto sapere Giacino, il Comune acquisterà dalla Provincia per 26 milioni di euro l'area di San Giacomo, a Borgo Roma, per farne un parco urbano. L'altra metà dell'area era già stata acquistata dalla precedente amministrazione per 7,5 milioni. «Ma non si tratta di un semplice prato perché, oltre al terreno», precisa Giacino, «diventeremo proprietari di 300 mila metri cubi di capacità edificatoria che metteremo sul mercato, nei comparti edificabili». Il Museo «sfrattato» dai palazzi Pompei e Gobetti sarà probabilmente collocato nel palazzo del Capitanio, in Cortile Mercato Vecchio, che dovrà essere ristrutturato, con una spesa prevista di 20 milioni. Le opere della Galleria d'arte moderna potrebbero invece traslocare al palazzo della Ragione e a Castel San Pietro, di proprietà della Fondazione Cariverona. E proprio quest'ultima sarebbe interessata all'acquisto di palazzo Forti. Nell'ambito del Polo finanziario voluto dall'amministrazione Zanotto e cancellato dalla nuova maggioranza, i palazzi Pompei e Gobetti dovevano passare alla Fondazione che in cambio avrebbe fornito risorse finanziarie per l'Arsenale. Per restaurare l'ex struttura militare, in cui troveranno posto uffici e sale prove della Fondazione Arena e l'accademia Cignaroli, servono circa 80 milioni. Infine, il comando dei vigili da via del Pontiere potrebbe trasferirsi nell'ex caserma Passalacqua. Ma ora si parla anche della costruzione di una nuova sede all'ex Gasometro, vicino alla questura.E.S.