IL RICORDO ALL'UNIONE INDUSTRIALI Oggi alle 17 all'Unione Industriali il presidente Giovanni Lettieri, il preside di Lettere della «Federico II» Eugenio Mazzarella e il presidente dell'Osservatorio Euromediterraneo Raffaele Porta ricorderanno Fabio Maniscalco, pioniere della difesa del patrimonio artistico sui fronti di guerra, scomparso di recente per un tumore contratto nell'esercizio del suo dovere. Sarà annunciato il volume «Civiltà in trincea. Omaggio a Fabio Maniscalco» in uscita a settembre da arte'm, di cui anticipiamo un brano scritto da Maniscalco. Fabio Maniscalco È chiaro come nell'attuale contesto politico mondiale, in cui gli interessi economici predominano sui diritti umani ed in cui l'individualismo si impone sulla solidarietà, si avverta sempre di meno la necessità di salvaguardare il patrimonio culturale - materiale ed immateriale - delle nazioni, che rappresenta l'identità di ciascuna regione del mondo e che rischia di scomparire non solo a causa di guerre, di calamità o della noncuranza, ma anche a causa dell'oblio di idiomi e di tradizioni popolari. Non credo sia possibile trasmettere alle future generazioni le medesime sensazioni di orrore, di sconcerto e di impotenza provate da chi abbia assistito alla proditoria distruzione di monumenti unici quali il ponte di Mostar, la Biblioteca di Sarajevo o i Buddha di Bamiyan. Parimenti, sarà difficile descrivere le percezioni provate da chi abbia avuto modo di visitare le ricchissime chiese serbo-ortodosse, vandalizzate, incendiate eo minate da estremisti kosovaro-albanesi, oppure riprodurre i colori, i chiaroscuri o i particolari di capolavori quali l'«Adorazione dei pastori con i santi Francesco e Lorenzo» del Caravaggio. Troppi sono i beni culturali che, quotidianamente, vanno perduti per l'incuria, per l'inadeguatezza delle leggi, per l'abusivismo edilizio, spesso agevolato da inopinati condoni, per i conflitti eo per le catastrofi determinate dall'uomo o dalla natura (...) La dissoluzione della memoria storica internazionale è un fenomeno verso il quale l'opinione pubblica ed i media prestano attenzione assai raramente; essa viene favorita dall'assenza, nell'ordinamento giuridico internazionale, di un Organo, con un ruolo codificato dal diritto internazionale, in grado di promuovere, far approvare, diffondere e applicare norme cogenti e con caratteristiche di generalità e di universalità. Al momento il solo organismo preposto alla salvaguardia dei beni culturali, l'Unesco, è privo di reali poteri e, soprattutto, nel corso degli ultimi anni ha perduto la propria autorevolezza per l'incapacità e l'ignavia dimostrate nella gestione di alcune situazioni di crisi. Nel 1996, per iniziativa dell'Unesco e delle quattro più prestigiose o.n.g. del settore del patrimonio (Icom, Icomos, Ica e Ifla), è stato costituito l'International Committee of the Blue Shield (Icbs). L'Icbs, con la «Dichiarazione di Radenci» (16 novembre 1998), si è posto l'obiettivo di costituire una struttura molto snella da impiegare per evitare la perdita o il degrado del patrimonio culturale in situazioni d'urgenza. Purtroppo, nonostante i buoni propositi e la dedizione di pochi, anche la creazione dell'Icbs si è dimostrata fallimentare. Fortunatamente, sono tanti gli studiosi ed i soggetti che conducono con successo progetti di protezione e valorizzazione del patrimonio culturale. A costoro (...) è destinato il «Web Journal on Cultural Patrimony», che intende offrire, attraverso un approccio multidisciplinare, nuove occasioni di riflessione e di studio finalizzate all'individuazione delle metodologie, delle tecnologie e delle strumentazioni più idonee alla salvaguardia dei beni culturali.