Il candidato del Pdl: più poteri per i monumenti, il Museo della città e la Consulta per larte -------------------------------------------------------------------------------- Trasformare la Festa del cinema in una vera competizione, realizzare un Distretto culturale e turistico dotato di nuovi poteri trasferiti dalla Stato, creare una task force pubblica per risolvere i problemi burocratici, fiscali e logistici di chi vuole investire sulla cultura. È una selezione del manifesto culturale illustrato ieri mattina da Gianni Alemanno, il candidato sindaco del Pdl che al Chiostro del Bramante ha sfidato il rivale del Pd Francesco Rutelli sul suo terreno principe, quello di ministro dei Beni culturali. Per fare di Roma la città dei creativi, trasformandola in un laboratorio permanente di idee, Alemanno parte proprio dalla task force pubblica che semplifichi tutti i problemi pratici lasciandoli liberi di seguire il loro estro. In questo modo la Capitale potrà vivere «un nuovo rinascimento», che poggi sui poteri straordinari trasferiti dallo stato al Distretto federale previsto nel Patto per Roma. «Il feeling e legemonia del rapporto tra sinistra e cultura - sostiene Alemanno - si sta incrinando dopo due anni di gestione Rutelli. Ciò non ci fa piacere, ma è loccasione per lanciare una proposta forte a sostegno della cultura, una grande sfida perché Roma non sia solo storia ma anche futuro». Ed ecco allora una sintesi dei molti altri punti in cui si distende la sua proposta. «Lintera città costituisce un museo diffuso, bisogna realizzare un Museo della città» che con le nuove tecnologie racconti, dal 753 a.C. a oggi, la sua storia: «un grande centro di informazione, conoscenza e orientamento». Valorizzare «il "marchio Roma" e le mille icone di cui la città è proprietaria» con una Agenzia pubblica che censisca i beni immateriali e li tuteli. Una Consulta per larte che nellambito dellassessorato alla Cultura sappia gestire e coordinare il settore «e le nuove generazioni di artisti». Designare larea romana come «distretto industriale della fiction» con al centro Cinecittà. Ma tra le proposte che più faranno discutere cè la trasformazione della Festa del cinema in competizione: «Non va abbandonata ma ripensata totalmente, da costosa passerella di star deve acquisire un vero significato con una giuria di altissimo livello».