ARENZANO. Il Comune favorisce la speculazione edilizia, la Provincia si oppone e la palla torna al Comune che a questo punto ha due possibilità: obbligare il costruttore a mettersi in regola oppure comminare una multa. Chi la riscuote? Il Comune, naturalmente. Ad Arenzano, già famosa per ledilizia creativa del suo assessore allambiente Stefano Robello (in qualità di architetto progettava bilocali con 14 vani di servizio), tre villette costruite in Pineta sono misteriosamente cresciute sottoterra. «Un paradosso normativo», allargano le braccia in Provincia. «La situazione è ancora da definire», si cautela il sindaco Luigi Gambino. La vicenda comincia nel febbraio del 2006, quando un privato cittadino segnala che in via del Quadrifoglio, nella celebrata Pineta di Arenzano, si sta sperimentando unedilizia particolare. Come sarà verificato dagli ispettori della Provincia, tre villette si stanno allargando. Quattro metri fra luna e laltra anziché dieci, minimo inderogabile previsto dal piano regolatore. Ma soprattutto taverna, bagno, lavanderia sotterranei... Non è una questione di centimetri. «La parte interrata di ciascuno dei fabbricati risulta proporzionata rispetto alla porzione fuori terra», scriveranno gli ispettori della Provincia, fino a rappresentare il 50 in più della superficie ufficiale. Non solo: laltezza dei vani chiamati eufemisticamente "pertinenze" alla fine risulterà, guarda che combinazione, il minimo consentito dalle norme sullabitabilità: 2 metri e 70 centimetri. «Nessuno lo vieta», spiega al Secolo XIX il costruttore Walter Mastrazzo. In effetti no. Ma la Provincia trova sospetta la «sistematica azione progettuale di modifica della costruzione», una sorta di work in progress che aggiunge «scale esterne di accesso al piano fondi, cortili al livello interrato ottenuti mediante larretramento del muro di contenimento del giardino, nuove finestre che hanno garantito la necessaria e diretta illuminazione dei locali del piano inferiore...». Perché costruire una casa sottoterra, abbiamo chiesto a Walter Mastrazzo? «Non cè nessuna casa sottoterra», ha risposto il costruttore: «Abbiamo rispettato tutte le concessioni e vinceremo il ricorso che abbiamo già presentato». Gli abbiamo obiettato: non si riconosce, così facendo, in unItalia furbetta che si appella ai cavilli per non rispettare le regole? «Noi abbiamo fatto tutto quello che ci ha consentito la legge, la Provincia sbaglia e noi lo dimostreremo». Non sarà facilissimo, dimostrare che la dependance-bunker è un optional preteso in corsa dai clienti. I quali hanno già minacciato ricorso per conto proprio, mentre «il costruttore - rivela Gambino - è venuto da me a chiedermi cosa abbiamo intenzione di fare. Come faccio a saperlo? Deciderà la giunta quando avrà valutato la documentazione della Provincia». E tuttavia lo stesso comune di Arenzano, circa un anno fa, spiegava che «non sussiste laviolazione contestata in quanto la configurazione architettonica e urbanistica delledificio consta di un piano fondi, di natura pertinenziale, unitario e sottoposto al terreno naturale preesistente; e di tre corpi di fabbrica in elevazione staticamente e geometricamente uniti alla porzione interrata, in guisa da rappresentare un elemento di schiera riconducibile alla tipologia ligure». In guisa. Scrive ancora, il Comune di Arenzano, che «nessun aumento di volumetria si è concretizzato», dato che «anche nei punti di maggiore ampiezza lintercapedine non raggiunge mai la tipologia del cavedio come normato... Tali ambiti sono riconducibili a una sorta di pozzo, inadeguati a rendere abitabili i vani su cui prospettano». Mettiamoci poi che, essendo opere interrate, la Soprintendenza non vi ha trovato nulla da ridire. Che la progettazione non prevede «alcun aumento del peso insediativo», cioè nella stessa villa non sono andate ad abitare più famiglie. Cosa cè di tanto strano, se la parte sottoterra è superiore a quella fuoriterra? Mastrazzo: «Appunto. Chi lo vieta»? In Provincia alzano gli occhi al cielo. Confermano che a valutare la speculazione saranno comune di Arenzano e Agenzia del territorio, e alla fine spetterà alla giunta di Gambino stabilire e riscuotere la multa. «Un paradosso normativo», lo definiscono. Traducendo: una barzelletta. E pensare che larchitetto Pietro Paolo Tumiolo, responsabile del comitato tecnico urbanistico, aveva dichiarato nel novembre scorso al Secolo XIX che «stiamo cercando di riportare il Comune di Arenzano nellalveo della legalità per quanto riguarda sua attività edilizia». Era caduta la giunta comunale, sulledilizia creativa di Robello. Chi si immaginava che avrebbe fatto scuola.
LIGURIA - Speculazione ad Arenzano, il Comune dice sì e incassa le multe
A Arenzano, tre villette costruite in Pineta sono cresciute sottoterra. La Provincia ha segnalato la violazione del piano regolatore. Il Comune di Arenzano ha risposto che la costruzione è stata autorizzata e che la Provincia sbaglia. Il sindaco Luigi Gambino ha detto che la giunta dovrà valutare la documentazione e decidere cosa fare. La Provincia ha chiesto al Comune di Arenzano di obbligare il costruttore a mettersi in regola o di comminare una multa. Il Comune di Arenzano ha risposto che la Provincia sbaglia e che il costruttore ha fatto tutto quello che ci ha consentito la legge. La vicenda è ancora da definire.
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