SASSARI. Dopo oltre 50 anni di attesa, il tesoro di Giuseppe Biasi troverà finalmente spazio in un museo. Le quasi 300 opere, cedute alla Regione dagli eredi del pittore sassarese, il mese prossimo, in tempo per la Cavalcata, daranno vita a una grande mostra. Sarà anche loccasione per inaugurare il nuovo museo del Novecento e del Contemporaneo, ospitato nei locali dellex Carmelo. Lenorme edificio, allangolo tra viale Umberto e via Carmelo, è stato restaurato negli anni scorsi dalla Provincia ed è stato messo a disposizione della nuova fondazione, che verrà intitolata proprio a Giuseppe Biasi, di cui fanno parte, oltre allente guidato da Alessandra Giudici, la Regione, il Comune di Sassari, la Fondazione Banco di Sardegna e la Camera di commercio. A gennaio, inoltre, è stato stipulato un nuovo accordo, e ai circa mille metri quadri previsti inizialmente per il museo, sono stati aggiunti nuovi spazi, che potranno ospitare una caffetteria e unarea espositiva. In questi giorni verrà aggiudicato lappalto per lallestimento della mostra inaugurale. Limpresa che vincerà la gara, avrà tempi strettissimi per completare lallestimento prima della Cavalcata, che si svolge la penultima domenica di maggio. Per lunedì prossimo, è previsto a Sassari un incontro fra lassessore regionale alla Cultura, Maria Antonietta Mongiu, la presidente della Provincia, Alessandra Giudici, il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, il presidente della Camera di commercio, Gavino Sini, e il presidente della Fondazione Banco di Sardegna, Antonello Arru. Lo statuto della fondazione che gestirà il museo è già stato approvato (le ultime modifiche stanno per essere approvate in questi giorni, sia in Provincia che in Comune). Mentre la fondazione Biasi dovrà essere costituita con un atto notarile. Per questo, lunedì dovranno essere definiti gli ultimi aspetti, che riguardano soprattutto la gestione del museo. Per questo è stata preventivata una spesa di circa 500 mila euro allanno. Il nucleo principale del museo sarà costituito dalla straordinaria collezione ceduta dagli eredi di Giuseppe Biasi alla Regione, nel 1956, a condizione che fosse esposta interamente a Sassari. Si tratta di 299 opere, tra dipinti, disegni e incisioni. La collezione rimase celata nei depositi della Soprintendenza fino al 1984, anno della prima mostra antologica. Nellesposizione permanente del museo troveranno spazio tanti altri artisti sardi del Novecento, da Edina Altara a Eugenio Tavolara. «La cittadinanza deve poter godere di questo enorme patrimonio - ha detto lassessore regionale Mongiu -. Credo che Sassari meriti questo museo e ci dobbiamo impegnare perché parta subito. Loccasione sarà la mostra di maggio, per la quale abbiamo già messo a disposizione i fondi». Sullimportanza del museo del Contemporaneo e del Novecento non ha dubbi neppure il sindaco Gianfranco Ganau. «Quando parliamo di rilancio in termini turistici della città, un ruolo forte può essere svolto dalla cultura. Tra un paio di mesi apriranno anche gli altri due piani dellex Canopoleno, dove sono esposte opere del Settecento e dellOttocento. Mentre allex Carmelo si completerà lofferta con il Novecento. Senza dimenticare il museo di Città, il museo Sanna, il museo Diocesano e il padiglione Tavolara, che verrà restaurato, e che ospiterà il museo del Design». Per fare in modo che il museo del Novecento e del Contemporaneo non deluda le aspettative, sarà determinante la scelta del futuro direttore. «La nomina verrà fatta dal consiglio direttivo della fondazione - spiega lassessore comunale alla Cultura, Angela Mameli -. Verrà fatta attraverso una selezione pubblica per titoli, dai quali risulti una formazione specifica e documentata nel campo dellarte contemporanea e del Novecento».