I tesori artistici sono al centro dello sviluppo del Paese. Il concetto di "valore del bene culturale" si è profondamente evoluto. Lopera darte, il monumento, il palazzo storico, finora considerati addirittura un costo più che un provento, sono oggi molto più di una risorsa economica fine a se stessa. Rappresentano una ricchezza multipla, un catalizzatore, una molla di cui lItalia ha bisogno per internazionalizzare decisamente economia e immagine, per potenziare la capacità propulsiva del territorio che circonda ogni bene culturale. La ricerca e lindustria che lavorano per proteggere questo patrimonio possono oggi essere paragonati a un settore industriale di prima fila. Ma tutta la forza del settore si misura valutando la nuova alleanza beni culturali-territorio-ambiente. Secondo lIstituto «Guglielmo Tagliacarne», il valore economico delle attività per la tutela dei beni culturali (e per la promozione del territorio sotto il più ampio profilo della storia e delle tradizioni) raggiunge 18,6 del Pil. I tesori dellarte danno vita a una filiera con altre importanti componenti economiche, scientifîche e tecnologiche. La prova è il boom del turismo délite, non solo in Toscana, terra ricchissima di beni culturali, ma anche in Sicilia nella valle di Noto, nel fastoso centro di Ragusa Ibla, che attirano ora un flusso turistico fino a poco tempo fa (in tempi di abbandono) assolutamente impensabile. Il crescente valore economico-sociale del patrimonio dei beni culturali è stato oggetto di attente riflessioni nel forum di Roma, il 10 e 11 marzo, al Centro Matteo Ricci. In prospettiva, tutte le cifre che scaturiscono dal valore economico dei beni culturali sono destinate a salire notevolmente. LItalia possiede nove milioni di "pezzi" archeologici e l8o è nei magazzini. Ad attirare il turismo non sono soltanto i musei e le città darte più conosciute ma anche i tanti palazzi antichi restaurati. La maggior parte degli ottomila Comuni italiani hanno un centro storico o un borgo che chiedono di essere valorizzati. Non va sottovalutato il cosiddetto patrimonio minore, fatto delle tante case antiche che piacciono straordinariamente agli stranieri. I beni culturali possono perciò alimentare lattività di uno dei settori produttivi più vivaci, quello del restauro e del recupero, innervandosi con il comparto delledilizia, che è il numero uno. Un ulteriore passo avanti da registrare è lalleanza arte-domotica-ambiente che valorizza nettamente gli edifici storici. E' possibile incorporare nei palazzi antichi la più raffinata tecnologia dellabitare, a patto che si mantenga scrupolosamente il carattere degli edifici, non se ne stravolga lidentità (per esempio, con infissi di alluminio in una muratura dell800). «Questi palazzi ci vengono dal passato ma possono far vivere meglio la gente di oggi» osserva larchitetto Luciano Cessari del Cnr, coordinatore scientifico del progetto del "Castello tecnologico" di Zena (Piacenza). Un segno abbastanza indicativo del fermento di idee e del clima nuovo che sì è creato sono i 50o incontri avvenuti - in meno di una giornata-tra ricercatori e imprese, in occasione della prima Borsa delle tecnologie applicate ai beni culturali, seguita ai forum. «In nessun settore si erano mai visti tanti contatti in così breve tempo» riferisce più di un partecipante. Sono state presentate 178 tecnologie, di cui 149 italiane, 5 spagnole, 4 tedesche e 4 francesi, per citare le principali. Circa 160 le imprese intervenute a questo scambio tra domanda e offerta di tecnologie; lapproccio era quello tipico delle grandi Borse internazionali, voluto e monitorato dallInnovation Relay Centre, nato nel 1995, il massimo network dellinnovazione, articolato in 33 Paesi. È stata unoccasione per verificare la frequenza dei trasferimenti di tecnologia, da ricercatori a industrie a livello nazionale, ma anche il vero e, proprio export di know how da ricercatori e imprese italiane a utenti stranieri. «Non ci limitiamo a esportare una tecnologia, esportiamo anche la conoscenza globale del problema della conservazione delle opere darte; una visione dinsieme che aggrega tutte le competenze. È questo che gli altri Paesi vogliono da noi - spiega Marco Ferretti, del Cnr-. Ma allo stesso tempo è indispensabile una maggiore collaborazione con le nostre imprese perché i progetti dei ricercatori siano ingegnerizzati, i prototipi messi in produzione». LItalia ha alle spalle una lunghissima tradizione e organismi unici per prestigio, come lIstituto Centrale del Restauro. Fondato nel 1939 da Cesare Brandi, ha impostato su basi scientifiche la conservazione delle opere darte.
BENI CULTURALI - Memento monumento
L'arte e i beni culturali sono diventati una risorsa economica fondamentale per l'Italia. Il valore economico delle attività per la tutela dei beni culturali raggiunge l'18,6% del PIL. Il turismo délite è in aumento, con destinazioni come la Toscana e la Sicilia che attirano visitatori con i loro beni culturali. Il patrimonio culturale può alimentare l'attività del restauro e del recupero, e l'alleanza arte-domotica-ambiente può valorizzare gli edifici storici con la tecnologia moderna. I ricercatori e le imprese si sono incontrati a Roma per discutere delle tecnologie applicate ai beni culturali, con 178 tecnologie presentate e 160 imprese intervenute.
Artista / Persona
Bene culturale
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