Tra le meraviglie aperte ai visitatori anche Palazzo Mondadori a Segrate e il complesso di SantAntonio Abate. A SantAntonio Abate, capolavoro del Barocco, che aprirà al pubblico nella due giorni del «Fai di Primavera» (5-6 aprile) con altri ottanta tra palazzi, chiese, mulini, parchi, archivi, castelli e musei in 37 località della Lombardia, si potrà visitare anche la sagrestia e ascoltare musiche eseguite sullorgano sul quale si esercitò Mozart. E a San Carlo Lazzaretto attori reciteranno brani dai Promessi Sposi. Ad Asso, località a molti nota solo come fermata delle linee Nord, i volontari del Fai faranno da guida nella Valle dei Mulini. A Brescia, poi, nella città multietnica per eccellenza, i ciceroni parleranno cinese, ucraino e albanese. E tra gli ottanta «monumenti», anche il Parco Trotter, che ieri ha ospitato la presentazione dellevento, la Villa Reale di Monza e Palazzo Mondadori a Segrate. E dal Trotter, la presidente del Fai, Giulia Maria Crespi, ha lanciato un appello al Comune: «Vorrei credere fermamente che con lavvento dellExpo una buona fetta dei denari che si riverseranno su Milano possa servire per salvare questi monumenti». Il Trotter e la Villa Reale, dove il 5 e 6 aprile apriranno poche sale, ma non gli appartamenti di Umberto e Margherita, «perché sono proprietà dello Stato e la Soprintendenza non ha personale da distaccare per loccasione straordinaria - ha spiegato lassessore alla cultura di Monza, Pierfranco Maffeì -, né ha concesso al Fai di utilizzare i suoi volontari». Ennesimo intoppo burocratico che secondo lassessore Vittorio Sgarbi rientra «nella maledizione della Villa Reale, che restaurata e riaperta potrebbe essere il vero simbolo dellExpo, come la Tour Eiffel lo è stata per Parigi». Sinfiamma Sgarbi e promette: «Chiamerò il ministro Rutelli, ciò che sta accadendo alla Villa Reale non è chiaro». Si augura lassessore che nel comitato Expo «ci sia qualcuno che alle parole Libeskind risponda Bramante, Isozaki, Filarete». E si propone di essere mediatore tra la signora Crespi, «donna capace di garantire la storia», e il sindaco Moratti, «così capace di agganciare il futuro». Obiettivo: «I fondi straordinari dellExpo servano per lordinaria amministrazione della città, inclusa Brera, il Trotter. «E la Baggina, le metropolitane gremite, le periferie dove i giovani non hanno centri sportivi e piscine», ha concluso Giulia Maria Crespi.