ROMA. Rossi lo conosce bene, Francesco Rutelli. Per due anni, da responsabile nazionale per i Beni culturali della Cgil, il ministro è stato il suo referente nelle trattative sindacali. Organizzazione del ministero, nomine dei dirigenti, stabilizzazione dei precari. Dallinizio della legislatura ad oggi i momenti di confronto non sono mancati. Due anni dopo, il giudizio del sindacalista è impietoso: «Ti ringrazio per la tua inazione e spero nella tua mancata elezione a sindaco». Lattacco è contenuto in una mail spedita da Rossi lunedì scorso a tre stretti collaboratoti di Rutelli: Flaminia Nardone (segretaria particolare del ministro); Guido Improta (capo di gabinetto) e Carlo Alberto Manfredi Selvaggi (vicecapo di gabinetto). I toni non sono proprio amichevoli. «Dire che questi due anni di permanenza al Collegio romano (sede del ministero, ndr) sono statipessimi sarebbe farti un torto», scrive il sindacalista, «ma che non siano stati brillan ti è una realtà. Se dovessi fare un bilancio non troverei molte lance in tuo favore». La bocciatura è totale. Nella lettera, che rinfaccia a Rutelli un fallimento dopo laltro. «Con lultimo atto delle nomine hai raggiunto un livello di bassezza che non mi attendevo». E dire che il ministro, dalle colonne del "Giornale dellarte", qualche numero fa aveva esaltato il suo operato. Secca la replica del dirigente Cgil: «Recupero dei beni trafugati? No! Perché la procedura era in piedi da diversi anni. Stabilizzazione dei precari? Anche qui lopera è più della Cgil e della Cisl che dei tuoi uffici. La riforma? Lasciamo perdere perla caterva di compromessi che contiene». Rossi è un fiume in piena. Al ministro-candidato sindaco di Roma ricorda che su soprintendenze e dirigenti ha prevalso la«paura di procedere a qualsiasi movimento degno di rimettere in sesto questa amministrazione disastrata». Poi cè lo sfascio di «archivi e biblioteche», dove «la situazione è da top dei drammi. Non dirmi che quello non è dipeso date! Tu hai nominato quei direttori generali e quei "regionali". Neanche una sana rotazione sei stato in grado di mettere in pista». Prima dei saluti cè spazio per lauspicio sulla sconfitta nella corsa al Campidoglio. Il giorno stesso della nota, la Co ha incassato la solidarietà dei colleghi della Cisl attraverso un comunicato sindacale. Claudio Calcara, il coordinatore generale, ha rinfacciato a Rutelli anche la scelta di rispondere a Rossi attraverso il suo capo di gabinetto. «Come capita da quando ha cambiato la servitù, in sua vece ti rispondono non i maggiordomi (quelli sono seri e qualificati), ma camerieri che non hanno frequentato la scuola alberghiera e professano abusivamente tale nobile attività con poca professionalità». Non è la prima volta, del resto, che Rutelli e il suo entourage finiscono nel mirino dei sindacati. Nel notiziario di Confsal-Unsa di dieci giorni fa, ad esempio, la suddivisione delle Soprintendenze operata dallattuale vicepremier è vista come l«ennesimo giro di poltrone che in questo momento elettorale può far comodo al ministro uscente». Sul forum della stessa Cgil-Beni culturali la politica rutelliana è definita il «peggior becerume della storia. Cari ex compagni, non ci resta che sperare in un ministro della Lega». Interpellato da Libero, Rossi tira dritto: «Quella mail è lultimo atto di una delusione per quello che Rutelli non è riuscito a fare. Al di là dellincavolatura, e di qualche frase unpo pesante, confermo il giudizio negativo dal punto di vista politico: Rutelli non ha cambiato nulla. Aquesto punto un sindaco vale laltro».
BENI CULTURALI - Speriamo che perda. La Cgil dei Beni culturali contro Rutelli
Il ministro Francesco Rutelli ha ricevuto una mail del sindacalista Francesco Rossi, che lo critica per la sua gestione del ministero dei Beni culturali. Rossi afferma che Rutelli non ha fatto nulla per migliorare la situazione e che la sua nomina a sindaco di Roma non è una scelta giusta. Rossi ricorda che Rutelli ha nominato direttori generali e "regionali" che non hanno fatto nulla per migliorare la situazione. Il sindacalista anche critica la scelta di Rutelli di rispondere alla sua mail attraverso il suo capo di gabinetto, Guido Improta. Rossi afferma che la scelta di Rutelli è un esempio di come il ministro abbia cambiato la servitù, sostituendo i maggiordomi con camerieri inesperti.
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