-------------------------------------------------------------------------------- Gli Amici dei musei e monumenti pisani hanno stilato un prezioso decalogo per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni monumentali e culturali della città. I destinatari di questo decalogo sono i candidati a sindaco. «Il primo "comandamento" per il futuro sindaco - ha detto il presidente dell'associazione, Mauro Del Corso - è che deve conoscere Pisa e dimostrare di conoscerla». Il secondo e terzo comandamento del decalogo sono collegati rispettivamente al decoro ed alla qualità della vita in questa città». Ha aggiunto Del Corso: «Come secondo punto chiediamo al nuovo sindaco di ripulire la città dagli atti di vandalismo, teppismo, sciatteria e dalla eccessiva invasività della cartellonistica e delle affissioni». «Il terzo punto - continuano dall'associazione - è garantire la qualità della vita sia in termini di sicurezza che sul fronte del rilancio della sua rete commerciale, con il portare, ad esempio, il mercato in centro città, dove gli spazi in realtà ci sono». Il quarto ed il quinto punto riguardano il turismo ed i percorsi ad esso collegati. «Il futuro sindaco - dice Del Corso - deve coordinare gli enti preposti al sistema turistico per far nascere un vero e proprio percorso turistico che Lucca ha da ben 50 anni e che va supportato con idonea cartellonistica in luoghi di grande affluenza come piazza Duomo, l'aeroporto e la stazione. Il quinto comandamento è poi quello di ampliare il percorso turistico urbano secondo un'area vasta che include il litorale, la basilica di S. Piero a Grado, la Certosa di Calci, Vicopisano e Cascina». Questi sono i primi 5 comandamenti di carattere generale, i rimanenti cinque scendono nel dettaglio. Dice del Corso: «Il futuro sindaco dovrà rispondere alla città su che fine hanno fatto i progetti sulle antiche navi, sugli Arsenali e sul museo della scienza e della tecnica». «Vorremmo poi - continuano dall'associazione - che ci fossero impegni precisi sul completamento dell'asse museale dei lungarni, che offre un percorso unico in Italia, a cui bisogna aggiungere quello delle mura pisane del XII secolo». Il terzo comandamento, secondo l'associazione è di dar concreta attuazione al progetto degli Uffizi Pisani. Il quarto e quinto punto del decalogo si attestano sulla necessità di sostenere a spada tratta il trasferimento del Santa Chiara a Cisanello e di accelerare il trasferimento delle caserme dal centro storico alla periferia. La chiosa spetta a Del Corso: «Per far ciò bisogna esser consapevoli di cosa Pisa sia stata e di cosa possa offrire con il suo patrimonio culturale e monumentale per la ripresa e lo sviluppo economico e sociale. E far capire alla Provincia, all'università, alla sovrintendenza e alla Primaziale che sono soggetti istituzionali riassumibili in un solo aggettivo: di Pisa. Basta lavorare per parrocchie, bisogna lavorare insieme».