I muratori tornano alla pieve Saranno restaurati la canonica, la casa del parroco e l'ex frantoio -------------------------------------------------------------------------------- Sono ripresi i lavori alla pieve di Santa Maria a Chianni dopo lo stop forzato dello scorso mese di ottobre. È stata la mancanza di soldi a bloccare i lavori di ristrutturazione della canonica, della ex casa del sacrestano e dei tre appartamenti dell'ex frantoio che si affacciano sul cortile dietro la chiesa. Grazie all'impegno e alla tenacia di don Evaristo Masini, però, tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008, sono arrivati nuovi finanziamenti per salvare dalla rovina lo splendido gioiello architettonico situato sulla via Francigena. E, con sua grande gioia, i muratori sono tornati sul cantiere. Per adesso sono stati rifatti i tetti della canonica e della ex casa del sacrestano, mentre è in corso di ristrutturazione il tetto dell'ex frantoio. Dopodiché saranno completate le facciate esterne e sistemati gli ambienti interni degli edifici che compongono il complesso religioso. «Il contributo di 50mila euro della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena - dice il parroco -, i 75mila euro della Cei, i 60mila del Comune e i contributi della diocesi di Volterra e della Banca di credito cooperativo di Cambiano ci hanno fatto tirare un sospiro di sollievo». «Grazie a questi soldi - continua don Evaristo - ho potuto pagare l'impresa edile Guerrieri di Gambassi con cui avevo contratto un debito di 70mila euro». I lavori progettati e seguiti dall'architetto Anna Giubbolini sono ripartiti, ma non si sa fino a quando andranno avanti, perché appena le casse della parrocchia torneranno in rosso si fermeranno di nuovo. E si dovrà attendere l'arrivo di altri aiuti. Don Evaristo, che spera di vedere al più presto la pieve libera dalle impalcature che la imbrigliano dal dicembre 2006, non ha perso tempo e si è dato ancora una volta da fare per trovare altri soldi. Insieme all'amministrazione comunale si è rivolto alla provincia, che sta promuovendo un progetto di valorizzazione e tutela della Francigena. «Abbiamo chiesto un contributo di 250mila euro - dice il parroco -. Se l'otterremo, concluderemo la ristrutturazione e saremo l'unico punto di accoglienza per i fedeli lungo l'antico tracciato ricordato da Sigerico, arcivescovo di Canterbury, nel suo itinerario di ritorno da Roma». L'intenzione della parrocchia, infatti, è quella di fare della pieve di Chianni una tappa di riferimento per i pellegrini. «La nostra idea è ospitarli a buon prezzo - dice ancora don Evaristo -. Stiamo addirittura valutando la possibilità di non superare i 10 euro a notte». Nonostante il grosso punto interrogativo che incombe sulla fine dei lavori al complesso romanico, la scorsa settimana i fedeli gambassini hanno festeggiato la consacrazione del nuovo altare basilicale da parte del vescovo di Volterra, Alberto Silvani. Che, durante il rito, ha depositato nella base della mensa sacra una piccola scatola, protetta da un vetro trasparente, contenente le reliquie di San Ugo vescovo di Volterra, San Miniato, San Bonifacio martire e le reliquie tolte dagli altari precedenti. «Abbiamo restaurato l'altare su consiglio della Soprintendenza dei beni artistici e architettonici di Firenze - afferma il parroco - che, tra l'altro, ci ha dato un piccolo contributo economico, ma per noi molto importante». «L'altare sostenuto da sette colonne era stato demolito in passato - aggiunge don Evaristo - ed è stato restaurato rimettendo insieme tutti i pezzi che sono stati ritrovati nel corso degli anni nella chiesa e nelle stanze seminterrate. Nessuno, però, può dire se è quello originale del 1200». Il primo a scoprire l'altare fu don Alfredo Panichi intorno al 1915. «Si accorse che dietro l'altare che lui usava per celebrare la messa c'era una parete che nascondeva una stanza - racconta don Evaristo - così decise di farla buttare giù. È stato allora che è venuto fuori l'altare retto da sette colonne». «Di questa mensa sacra - continua il parroco - si hanno notizie già in alcuni scritti del 1500 custoditi nell'archivio della diocesi».