LA LETTERA Fare a meno del mercato in piazza dei Priori, sarebbe un grave danno a immagine e tradizione della città: non è un mercato fisso come San Lorenzo a Firenze, ma dura lo spazio di una mattina e tra i turisti penso siano molti di più quelli che lo gradiscono in piazza di quelli che dimostrano indignazione. Lo scopo e la gratificazione del turista è vedere la vita autentica delle città che visita, le tradizioni, i riti che si ripetono da secoli. Il "vero" turista non vuole vedere una città sterile, uno scenario sceverato del suo ruolo originario. Dobbiamo avere il coraggio di sprovincializzarci, la Toscana sta perdendo il suo enorme appeal per voler troppo apparire quella che non è e non è mai stata e lentamente il visitatore se ne accorge e l'abbandona. Ci sono città bellissime come Friburgo in Germania dove in piazza del Duomo ogni mattina c'è il mercato, che trova collocazione anche fra i tavoli all'aperto di bar e ristoranti. Non possiamo, per un esempio, vivere in cantina e lasciare salotto e divani con sopra il nylon perché non si rovini e per mostrarlo ad amici e parenti in occasione delle loro visite, durante le quali verranno accolti in garage per non sporcare... Nemmeno dobbiamo adattare la nostra vita e la nostra storia a favore di un turismo non intelligente. L'eventuale turista che si lamenta non ha che da aspettare il pomeriggio del sabato per avere di nuovo la piazza libera dai banchi del mercato; magari rimandi la partenza di qualche ora, vada a mangiare in uno dei nostri ristoranti, e quando avrà finito come per incanto potrà ammirare la piazza in tutto il suo splendore. Se poi non vuole spendere, faccia il giro dei Ponti, visiti le chiese, la cattedrale, i musei, fino nelle aree archeologiche: a Volterra non avrà di che annoiarsi in attesa che i volterrani facciano i volterrani. Se poi Volterra non gli piace, per colpa del mercato, può sempre e cortesemente andarsene a visitare le scenografie di Cinecittà, facendo attenzione a non capitarci quando girano film, perché la troverebbe ingombra di gente urlante, fili, cavi, e quant'altro serve alla vita di quel posto. Sarebbe un errore imperdonabile, la penso come Ricci, sopprimere il mercato in piazza; altro conto, parlo da profano, ridisegnarlo, sfoltirlo, distribuendo anche nelle vie e nelle piazze più piccole del centro. Di una cosa sono certo: che Volterra non è una fiction televisiva o cinematografica. È Volterra, una città con i suoi abitanti, la sua storia, le sue tradizioni, la sua etnia, non è un paese o un borgo come viene spesso definita da pubblicazioni turistiche. È una città vera, in crisi demografica, ma pur sempre città; il fatto di esserlo non dipende dal numero di abitanti, come essere nobili (in senso letterale) non dipende dall'entità patrimoniale... La sua piazza è tra le più belle d'Italia anche perché pulsa e vive non perché è sotto naftalina o a una palla di vetro.