SIENA. «La proposta della regione sui beni culturali non mi piace». Il professor Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale di Pisa, intervenendo al dibattito organizzato da Libertà e Giustizia al Santa Maria della Scala di Siena sulla situazione dei beni culturali nel nostro paese, boccia nettamente le idee che su tema emergono in Toscana. «Mi pare un'idea che si inserisce nella devoluzione di stampo leghista. E non credo che la devoluzione di sinistra sia buona perché è appunto di sinistra» risponde a chi, è l'opinione di Giorgio Bonsanti, direttore dell'istituto europeo del restauro, non da invece un giudizio negativo ma invita a discuterci sopra. Settis dopo la battuta da una spiegazione più articolata. «A me ripugna l'idea che in futuro ci siano concezioni diverse dei beni culturali, mi ripugna un paese che si chiama Italia con venti modelli diversi. E poi - continua il professore - nei tempi lunghi le differenze economiche tra le varie regioni emergerebbero tutte. Preferisco lo stato centrale, garantista anche se non nego il ruolo che in questo campo possono avere le Regioni. Per quanto mi riguarda preferirei una battaglia per un rinnovamento a livello nazionale. Con la localizzazione sarebbe una battaglia persa». Settis, autore del libro Italia spa sulla situazione dei beni culturali del nostro paese («un libro già vecchio» sottolinea), è durissimo nei confronti della politica seguita sul tema dal governo di centro destra, «al quale come voto darei un meno venti». Ma non nasconde gli errori anche del centro sinistra «che si merita un meno due» in particolare per la riforma federalista che ha creato sui beni culturali una forte conflittualità tra stato e regioni. «Penso che si debba partire da una unitarietà nell'azione della tutela, della valorizzazione e della fruizione dei beni culturali» aggiunge. Del nuovo codice dei beni culturali, il codice Urbani dice che «non è la perfezione assoluta ma neanche devastante. Il fatto è che, in barba a questo codice c'è una serie continua di decisioni che ne contraddicono i contenuti. Solo per citare gli ultimi, il silenzio assenso sulla vendita dei beni culturali e il condono edilizio».
Settis contro tutti: boccia la Regione e le scelte del governo
Il professor Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale di Pisa, ha espresso un'opinione durissima sulla proposta della regione sulla tutela dei beni culturali. Settis boccia le idee che emergono in Toscana, considerandole di devoluzione di stampo leghista. Egli preferisce uno stato centrale garantista e non nega il ruolo delle Regioni. Settis è durissimo nei confronti della politica seguita dal governo di centro destra, ma non nasconde gli errori del centro sinistra, in particolare la riforma federalista che ha creato conflittualità tra stato e regioni. Settis propone una unitarietà nell'azione della tutela, valorizzazione e fruizione dei beni culturali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo