Potrebbero avere i giorni contati le bancarelle di souvenir che, in molte zone della città, circondano palazzi notificati pregiudicando il decoro del centro storico e alterando la possibilità di fruizione del patrimonio artistico e architettonico, II Comune di Venezia, in attuazione di una direttiva del Ministero per i beni e le attività culturali, ha iniziato a lavorare per realizzare una mappatura completa della bancarelle, al fine di "fotografare" la realtà, verificare il rispetto delle iniziali concessioni, ma anche accertare se la collocazione autorizzata decine di anni fa sono ancora compatibili con le leggi entrate in vigore successivamente, prima fra tutte il Codice dei Beni culturali del 2004, che prevede un particolare rispetto per il patrimonio artistico e architettonico. A tale attività sta collaborando anche la Sovrintendenza ai Beni ambientali e architettonici, che sta fornendo all'amministrazione comunale il proprio parere in merito alla conferma delle concessioni alla bancarelle, oppure alla loro rimozione ed eventuale spostamento da aree nelle quali la loro presenza non è ritenuta compatibile con monumenti, chiese o palazzi di pregio. Il Comune e la Sovrintendenza avrebbero già accertato l'esistenza di alcuni casi clamorosi, relativi a banchetti ambulanti che si sarebbero trasformati in strutture fisse, o quasi, perfino ancorate ai palazzi ai quali sono addossate. Tra le situazioni finite al'attenzione in questi mesi vi è quella della Fondamenta degli Scalzi e di San Simeon Piccolo, vicino alla Stazione ferroviaria, dove le bancarelle accerchiano alcuni palazzi: i proprietari degli immobili hanno già intimato al Comune di provvedere al più presto a liberare l'area dalle bancarelle, in attuazione a quanto previsto dal Codice dei beni culturali. È stato anche presentato un esposto alla Procura della Repubblica, nel quale viene sollecitata l'apertura di un'inchiesta per verificare l'ipotesi di omissione di atti d'ufficio a carico dell'amministrazione comunale nell'eventualità in cui venisse accertato che non fa nulla per risolvere il problema.