"Al ministero non compete né la responsabilità di nominare, né quella di evitare che ciò avvenga". E' il Segretariato generale del ministero dei Beni culturali a liquidare la polemica dei giorni scorsi, smentendo che il ministro Francesco Rutelli abbia effettuato un'infornata di 216 nomine fuori tempo massimo. La notìzia è circolata sulla stampa. E ad avvalorarla è stato non solo il Pdl, attraverso il coordinatore di Fi, Sandro Bondi, ma anche il segretario generale della Confsal Unsal Beni Culturali, Giuseppe Urbino, che si è rivolto con un esposto denuncia alla Corte dei conti per avere chiarimenti sulle nomine "politicamente scorrette" e "lesive degli interessi della Pubblica amministrazione in materia dei buoni principi di trasparenza, efficacia ed efficienza". Il sospetto, infatti, era che Rutelli avesse abusato della sua posizione di ministro uscente - e per questo abilitato a svolgere solo funzioni di ordinaria amministrazione - procedendo alla nomina di 216 dirigenti di secondo livello tra presidenti dì soprintendenze, di archivi e biblioteche, di istituti culturali. II tutto, con "criteri clientelari e politici", avvertiva Urbino, mentre Bondi invitava il ministro a sospendere l'iniziativa, altrimenti "saremo costretti ad appellarci direttamente al presidente della Repubblica". Rutelli non si è pronunciato. Al suo posto, invece, ha battuto un colpo il Segretariato attraverso una nota per informare che, "secondo la normativa vigente, saranno i nove direttori generali e i diciassette direttori regionali a conferire gli incarichi al personale di ruolo del ministero". Le nomine sono state ultimate ieri, nel rispetto della "scadenza imposta" dall'entrata in vigore del nuovo regolamento di organizzazione. Ma senza l'interessamento del ministro, che risulta estraneo a queste competenze. E "spiace - sottolinea polemicamente la nota - che l'onorevole Bondi si ostini ad alimentare confusione e disinformazione su questo argomento". La replica a tono è arrivata a stretto giro. "Mi riservo di adire le vie legali nei confronti di un funzionario dello Stato che con disinvoltura mi accusa di disinformazione". Lo sdegno è condiviso dal vice-coordinatore di Fi, Fabrizio Cicchitto, secondo il quale la nota del Segretariato non fuga i dubbi sulla correttezza politica di Rutelli. Anzi. "Poiché un mese fa sono stati nominati i direttori generali che conferiscono gli incarichi - dice - solo un cieco può ignorare che a dietro tutto questo non può che esserci il ministro dei Beni culturali che, guarda caso sta correndo come sindaco di Roma".
Beni culturali: fatte le nomine, è scontro
Il Segretariato generale del ministero dei Beni culturali ha smentito le accuse di Francesco Rutelli, ministro uscente, di aver effettuato 216 nomine fuori tempo massimo. La notizia è stata diffusa dalla stampa e sostenuta anche dal Pdl e dalla Confsal Unsal Beni Culturali. Il Segretariato ha affermato che le nomine sono state effettuate dai direttori generali e dai direttori regionali, in rispetto della normativa vigente. Il ministro Rutelli non si è pronunciato, mentre il Segretariato ha battuto un colpo con una nota che lo accusa di alimentare confusione e disinformazione.
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