Una proposta «devastante» secondo il soprintendente del Polo museale fiorentino Antonio Paolucci. «Stravagante» per Salvatore Settis, direttore della Normale di Pisa, che ne ha parlato giovedì a Siena durante un incontro promosso da «Libertà e Giustizia». «Insolita» per alcuni storici e critici d'arte. Infine «interessante» e «positiva» per i molti relatori intervenuti ieri al confronto, organizzato dai Ds, sulla proposta della Regione Toscana che vede gli enti locali protagonisti del progetto di autonomia dei beni culturali. Una discussione animata, sollevata dall'intervento di Paoiucci, assolutamente contrario all'ipotesi di intesa regionale: «Fino ad oggi il mio padrone è il ministro, domani sarà il presidente della Regione Claudio Martini» ha detto in sintesi, provocando critiche e dissensi. «Non ho padroni, se mai referenti» ha stigmatizzato il soprintendente regionale Mario Lolli Ghetti, più possibilista su un confronto costruttivo con la Regione sulla tutela del territorio e del suo patrimonio d'arte. «Il sistema scricchiola da tempo, sono favorevole alla collaborazione Stato-Regione, gli enti locali potrebbero dare efficace operatività alla gestione dei servizi» ha aggiunto la direttrice degli Uffizi Annamaria Petrioli Tofani. Dello stesso parere Giorgio Bonsanti: «La proposta della Toscana è un modello utile per tutte le Regioni, per studiare un nuovo quadro di tutela, gestione e valorizzazione». Un confronto aperto su un modello organizzativo, «che tocca i nodi di una ridistribuzione di potere» ha infine commentato il presidente Martini alludendo all'arroccamento di Paolucci, evidenziando che la proposta regionale sull'autonomia «nasce per sviluppare relazioni nuove, rafforzare la tutela, fare dei beni culturali un fattore di sviluppo, di arricchimento, non certo di distruzione del patrimonio». E non sono mancate le testimonianze positive, di situazioni in cui questo tipo di partecipazione è già in atto: vedi la rete museale di Siena, il parco archeologico di Cortona, o i musei comunali fiorentini citati dall'assessore alla cultura Simone Siliani, come «esempio di gestione, e valorizzazione partecipata tra soprintendenze e enti locali». E ancora, ha aggiunto il critico d'arte Achille Bonito Oliva: «Le Regioni possono essere un braccio operativo, si deve trovare una forma di partnership con lo Stato». E per «la collaborazione tra istituzioni contro il centralismo dello Stato» si è schierato anche il sindaco Leonardo Domenici, d'accordo sull'idea di autonomia come via da percorrere. «Stiamo costruendo un'intesa che prevede un iter dì discussione nel Consiglio dei Ministri, quindi l'approvazione del parlamento» ha concluso l'assessore regionale alla cultura Mariella Zoppi, a fronte delle ombre del provvedimento del silenzio-assenso per la vendita dei beni culturali contro cui la Regione potrebbe fare ricorso perché viola i presupposti del Capitolo V della Costituzione sul federalismo.
Beni culturali è scontro sull'autonomia
Il soprintendente del Polo museale fiorentino Antonio Paolucci ha espresso un'opinione negativa sulla proposta della Regione Toscana per l'autonomia dei beni culturali, affermando che il suo padrone è il ministro e che domani sarà il presidente della Regione. Il soprintendente ha anche criticato la proposta, affermando che il sistema scricchiola da tempo e che gli enti locali potrebbero dare efficace operatività alla gestione dei servizi. Al contrario, la direttrice degli Uffizi Annamaria Petrioli Tofani e il critico d'arte Achille Bonito Oliva hanno espresso un'opinione positiva sulla proposta, affermando che potrebbe essere un modello utile per le Regioni e che potrebbe favorire la collaborazione tra istituzioni.
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