La delegazione di esperti provenienti da 17 Paesi ha ammirato il lavoro svolto per il recupero della cinta medievale e apprezzato il progetto di valorizzazione Citato ad esempio il coraggio del Comune che si è impegnato in questa «opera mastodontica» «Sono rimasto incantato dal rigore scientifico di questo restauro: la diagnostica e i test che precedono gli interventi la dicono lunga sul rispetto per i beni monumentali». Parola di Lesovoy Alexandr Nikolayevich, direttore generale del Centro per il restauro della Federazione russa, in visita ieri alla cinta muraria di Soave assieme ad altri 39 tecnici mondiali del restauro e della conservazione. Ospiti dell'Ice in un tour didattico affiancato al Salone del restauro di Ferrara, soprintendenti, esponenti ministeriali, esperti, amministratori e imprenditori di 17 Paesi, hanno passato al setaccio le mura. «Soave andava citato a esempio perchè il coraggio del Comune di affrontare un progetto mastodontico come quello della conservazione dell'intera cinta è segno di valore culturale. Questo intervento, un progetto articolato in 43 stralci, era l'esempio migliore di gestione manageriale del restauro. Non da ultimo», spiegava ieri Cesare Feiffer, l'architetto veneziano che ha redatto il progetto da 11 milioni di euro per il recupero delle mura, «a Soave c'è l'esempio di fruizione, attraverso il recupero del camminamento di ronda, della cinta muraria. Questa tappa era fondamentale anche per dimostrare come un luogo che trasuda storia possa essere conservato all'insegna della vivibilità dei suoi abitanti». Anche il presidente della Provincia Elio Mosele ha riconosciuto «l'impegno profuso dalle amministrazioni che si sono succedute per il miglioramento del paese e il recupero di uno dei più splendidi monumenti difensivi del Medioevo al mondo». Un patrimonio unico di cui, come ha ricordato il sindaco Lino Gambaretto, si sono fatti carico in tanti, istitituzioni, privati, banche che stanno sostenendo l'importante opera di conservazione. Alla base, però, c'è anche una diversa filosofia, «non più quella dell'aiuto per fronteggiare l'emergenza, ma il sostegno a un sistema di manutenzione continuativa. E' questo lo spirito della legge sulle città murate», ha detto Massimo Giorgetti, assessore regionale ai lavori pubblici che nel 2003 battezzò la legge sul recupero. «La Regione finanzia studi di fattibilità per avere una panoramica completa degli interventi e poter fare una programmazione. Solo così, con interventi sistematici ed organizzati, si trasforma la manutenzione in investimento sul patrimonio e sull'economia turistica». Finale col «Chianti bianco», così l'interprete ha spiegato in due parole il prestigio della bottiglia di Soave offerto in dono dal Comune, assieme ad un dvd e a materiale promozionale, a tutti i delegati. P.D.C.
SOAVE. Le mura hanno fatto scuola
Una delegazione di esperti provenienti da 17 Paesi ha visitato la cinta muraria di Soave, in Veneto, per apprezzare il lavoro di recupero e valorizzazione del monumento. La delegazione, composta da tecnici del restauro e della conservazione, ha passato al setaccio le mura e ha ammirato il coraggio del Comune di affrontare un progetto mastodontico come quello della conservazione dell'intera cinta. Il progetto, che richiede 11 milioni di euro, è stato redatto dall'architetto Cesare Feiffer e include 43 stralci di interventi. La delegazione ha anche apprezzato l'esempio di fruizione della cinta muraria, che è stata recuperata attraverso il recupero del camminamento di ronda.
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