02042008 Chiudi «Non sarà un accorpamento di soprintendenze ma un ufficio totalmente diverso, e gestito in modo nuovo». In un'intervista il neo-soprintendente di Napoli e Pompei Giovanni Guzzo annuncia i suoi progetti. Che prevedono «una serie di attività avviate con la dottoressa Nava» (a sua volta in lizza ma poi trasferita a Caserta) e una novità tra le altre: non ci sarà più il city manager». Nel complicato giro di valzer delle nuove nomine previste dalla riorganizzazione del ministero per i Beni culturali, alla fine, l'ha spuntata lui: Pietro Giovanni Guzzo sarà alla guida della nuova soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei. L'accorpamento dei due più importanti uffici archeologici della Campania si è trasformato di fatto in una sua vittoria personale, dopo oltre un decennio di attività svolta, tra ostacoli e difficoltà, come Soprintendente di Pompei. Il suo nome era in corsa con quello di Maria Luisa Nava, fino a ieri alla Soprintendenza di Napoli e Caserta e adesso trasferita a Salerno. E non era per niente scontato l'esito finale, dal momento che Guzzo, archeologo di fama, autore di numerosi volumi su Pompei, la Magna Grecia e i popoli italici, non ha avuto sempre un rapporto facile con i vertici ministeriali (è recente la polemica con il ministro Rutelli per la nomina del city-manager Antonio De Simone). La sua gestione innovativa e rigorosa a Pompei gli ha attirato non poche opposizioni, politiche e non, ma lui non ha mai deviato dal suo percorso: e adesso il nuovo super-soprintendente si troverà a gestire un'area archeologica tra le più importanti al mondo, dai Campi Flegrei a Sorrento, includendo Napoli e gli importanti scavi di Pompei. Professor Guzzo, che cosa comporta l'accorpamento delle due Soprintendenze? «Non lo definirei un accorpamento. Sarà un nuovo ufficio, completamente diverso dai precedenti, sia da Pompei, sia da Napoli e Caserta, ma anche da tutto ciò che c'era prima ancora, perché indietro nel tempo non troveremo niente di simile. È un ufficio che eredita una grande tradizione, certo, ma che dovrà essere gestito in maniera del tutto diversa». Quali sono i suoi progetti? «Non posso parlarne ancora, per una questione di correttezza. Al momento c'è solo un avvio di procedimento, ma manca ancora la nomina con decreto. Con la dottoressa Nava abbiamo concordato una serie di attività, ma non posso anticipare niente». Non teme che l'unione delle due soprintendenze possa tradursi in una diminuzione di efficienza, considerato l'organico e l'area che si tratterà di organizzare? «Se devo gestire una famiglia di tre persone posso permettermi un'utilitaria, se invece ho una famiglia con cinque figli devo comprarmi una station-wagon. È chiaro che le risorse dovranno essere adeguate ai compiti che la nuova soprintendenza avrà di fronte. E del resto è un ufficio che non nasce da una sottrazione: semplicemente il personale delle due soprintendenze confluisce nella nuova». Ma il lavoro del soprintendente sarà raddoppiato. «Per fortuna esiste un consiglio di amministrazione con un collegio che ha potere decisionale: questo facilita il compito del soprintendente, che non è più un povero diavolo costretto a fare tutto da solo». È prevista la figura del city-manager? «Non solo non ci sarà un dirigente amministrativo, ma la nuova soprintendenza conserverà la sua autonomia, che discende, è vero, dal Dpr 223, ma in sostanza è quasi identica a quella di Pompei». Questo le darà la possibilità di proseguire con la strada intrapresa a Pompei. Considera la nuova nomina come un riconoscimento al lavoro che ha svolto finora? «Questo bisognerebbe chiederlo a chi lo ha deciso. In genere preferisco guardare alle lacune del mio lavoro, a ciò che si può migliorare, al bicchiere mezzo vuoto, così da concentrarmi sulla metà che resta da riempire». Ha guadagnato Napoli, ma ha perso la Calabria. Le mancherà? «Sul piano dell'attività scientifica la Calabria mi mancherà sempre, perché ho passato lì undici anni della mia vita e del mio impegno professionale, ma l'esperienza come soprintendente ad interim dall'agosto 2006 è stato un massacro: no, penso proprio che la fatica dei viaggi in treno non mi mancherà affatto».
CAMPANIA - Guzzo: Rottura con il passato
Il nuovo super-soprintendente di Napoli e Pompei, Pietro Giovanni Guzzo, ha annunciato i suoi progetti per la nuova soprintendenza archeologica. L'accorpamento delle due soprintendenze non sarà un semplice accorpamento, ma un nuovo ufficio diverso e gestito in modo nuovo. Guzzo ha concordato con la dottoressa Nava una serie di attività, ma non ha anticipato nulla. La nuova soprintendenza avrà un organico diverso e sarà gestita con risorse adeguate ai compiti che avrà di fronte. Il lavoro del soprintendente sarà raddoppiato, ma la nuova soprintendenza conserverà la sua autonomia.
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