PARIGI - È entusiasta, Daniel Libeskind, architetto polacco-newyorkese che ha firmato progetti in tutto il mondo: uno dei tre grandi grattacieli e il museo di arte contemporanea che sorgeranno nellex Fiera di Milano, il nuovo museo ebraico di Berlino e la ricostruzione di Ground Zero. Lui è tra i grandi testimonial dellExpo della Madonnina: «Sono felice per questa vittoria, Milano è davvero una città aperta». Sembra il titolo di un film. «Mai come adesso questa città si rivela in grado di contenere tutto il mondo. Mette insieme la sua storia e il suo futuro, con una grande creatività. E infatti vi possono lavorare tranquillamente architetti che arrivano da ogni parte del pianeta». Succede solo a Milano? «Guardi, conosco molto bene New York, ma questa cosa io lì non lho trovata. Non con questa intensità, almeno. Non ci sono tanti posti come Milano a ispirare in senso spirituale chi fa il mio mestiere». Spirituale? «Voglio dire che nella vostra città si sta bene, perché è molto aperta al nuovo, alle idee che arrivano da fuori. Milano attrae e lascia alle persone più diverse la possibilità di trovare la propria strada, di intrecciare la diversità delle forme. Insomma è democratica, nel senso più profondo del termine». Una città ancora più "aperta"? «Aperta e intelligente, questa è la sua tradizione. Ha saputo trasformare le vecchie fabbriche in spazi che da una parte ne confermano la forte vocazione produttiva e dallaltra rappresentano un modo non invasivo di ripensare il territorio. Non ho dubbi: Milano ha inventato un nuovo modello di sostenibilità». Si dice però che non sia poi così bella. «Non sono daccordo. I progetti che sta realizzando e ha già realizzato, producono una nuova forma di bellezza. Attraverso larchitettura Milano si riprogetta guardando al futuro». Che cosa pensa di Letizia Moratti? «Una persona piena di cultura. Un sindaco che lavora non solo per sé, che si mette al servizio delle persone. Il suo progetto di Expo in fondo le somiglia: ad avere vantaggi dalla sua realizzazione non saranno solo Milano o lItalia, ma tutti i Paesi chiamati a collaborare. Ecco, in questo senso Letizia Moratti non sembra un politico». Tutti i sindaci lo sono. «Allora diciamo che in politica non tutti sono uguali». Da architetto, quale pensa possa essere il simbolo di questa Expo milanese? «Nessuno. Lo ha detto anche il sindaco: non ci devono essere simboli fisici, come per esempio la tour Eiffel costruita per lExpo parigina. Milano si mette al centro di una rete fatta di tanti fili i cui elementi comuni sono lo sviluppo sostenibile, lidea di costruire cose dove le persone possono crescere e stare bene: scuole e centri di ricerca, ma anche case e ospedali». Non teme che lExpo possa scatenare grandi appetiti da cementificazione? «Questo pericolo non lo vedo. Tutto sta al modo in cui si costruisce, e nel progetto cè una grande attenzione allambiente. Altrimenti non lavrei sostenuto».
MILANO - "In questa città convivono storia e futuro"
Daniel Libeskind, architetto polacco-newyorkese, è entusiasta per la vittoria di Milano nella gara per lExpo della Madonnina. Lui è tra i grandi progetti dellExpo: il museo di arte contemporanea, il nuovo museo ebraico di Berlino e la ricostruzione di Ground Zero. Libeskind descrive Milano come una città aperta e democratica, che attrae persone di diverse culture e idee. Il sindaco Letizia Moratti è stata descritta come una persona piena di cultura che si mette al servizio delle persone. Libeskind non crede che lExpo possa scatenare grandi appetiti da cementificazione, poiché il progetto è stato progettato con attenzione allambiente.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo