Tutti i progetti daranno lavoro a 70mila persone. Settemila eventi nel segno di Leonardo da Vinci Sette anni di cantieri. E nel 2015 attesi 29 milioni di visitatori Ma il comitato "No Expo" teme che il business si trasformi in un mare di debiti MILANO - Alla fine sarà unaltra Milano. La Milano dellExpo. E a ridisegnarla saranno i 4,1 miliardi di investimenti diretti, che nei prossimi sette anni serviranno non solo per costruire i padiglioni dellEsposizione pronti ad accogliere 29 milioni di visitatori dal maggio a ottobre del 2015 - quasi 160mila al giorno con punte di 250mila - ma anche per lasciare in eredità alla città infrastrutture, spazi destinati alla cultura e verde. Il simbolo della rivoluzione promessa nel migliaio di pagine del dossier con cui Milano si è aggiudicata lEsposizione Universale dedicata allalimentazione, sarà lExpo Tower: una novella Tour Eiffel, spera chi lha immagina svettare per 200 metri. Dominando larea dove arriveranno 120 Paesi per mettersi in mostra e che sorgerà lì, vicino alla nuova Fiera di Rho-Pero e alla vela di vetro e acciaio dellarchitetto Massimiliano Fuksas inaugurata appena tre anni fa. Una zona pronta a trasformarsi di nuovo in un lungo, ininterrotto, cantiere. Quello che non vorrebbe veder sorgere il comitato No Expo Milano, nato da associazioni e comitati locali, che protestano: «Basta guardare poi cosè successo a Siviglia dopo lExpo del 1992 per capire che la "grande opportunità" porterà sì benefici ad alcuni imprenditori, ma perdite e debiti per i contribuenti nei decenni a venire». Perché negli ultimi anni saranno tanti i soldi che pioveranno sulla città. Per organizzare e gestire levento verranno spesi 892 milioni. Gli altri, la maggior parte degli oltre 4 miliardi di investimenti previsti, servirà per costruire larea espositiva (1,253 miliardi), per migliorare i trasporti e la viabilità (1,780 miliardi), fino ai 135 milioni per aumentare gli alberghi e la capacità ricettiva e ai 60 milioni per gli impianti tecnologici. Ma chi sarà a garantire questa cifra? Soprattutto lo Stato, che metterà a disposizione 1 miliardo e 486 milioni; 851 milioni, invece, arriveranno dagli enti locali, 891 dai privati e 892 da sponsor e biglietti. Ma il conto finale sarà più alto se a questi numeri si aggiungono gli almeno 10 miliardi pubblici necessari per realizzare opere attese da tempo: dalle autostrade Brescia-Bergamo-Milano e Pedemontana alla Tav fino alle linee 4 e 5 della metropolitana. Eppure, secondo le stime, il saldo non sarà negativo se lindotto, calcolato in almeno 4 miliardi di euro si trasformerà in realtà e soprattutto se verranno creati 70mila posti di lavoro e 36mila volontari coinvolti. Il sogno della cittadella dellExpo sulla carta cè già. Adesso bisognerà trovare gli architetti che daranno corpo agli otto padiglioni immersi in un parco da 500mila metri quadrati, un lago e ruscelli e alle strutture che rimarranno a Milano. Larea espositiva di Rho-Pero, infatti, è destinata a raddoppiare la propria superficie: un milione di metri quadrati aperti al pubblico, altrettanti per parcheggi, hotel, 8mila metri quadrati di ristoranti e bar, un centro congressi. E al centro di tutto la torre con terrazze panoramiche e ristoranti, tra due ali di negozi, attività culturali, persino un centro religioso e spazi per seguire i 7mila eventi che verranno organizzati nel segno di Leonardo da Vinci.