Alla sua prima uscita pubblica, il Dipartimento regionale per larchitettura e larte contemporanea, istituito nel 2007 e affidato alla acuta direzione di Fausto Spagna, ha fatto un buon passo avanti sul percorso che ha tracciato per sé. Ha avuto infatti notevole consenso il primo Incontro di Architettura che il Darc ha organizzato in una sala del restaurato Hotel de France risultata insufficiente, sul tema della "Promozione e salvaguardia dellarchitettura contemporanea", con un fitto programma di interventi di professionisti e docenti non solo siciliani, tra cui Franco Purini, professore romano con una antica e proficua frequentazione della Sicilia. Coerentemente con i propri compiti istituzionali, nel suo breve arco di vita il Darc si è di fatto adoperato per promuovere la qualità dellopera architettonica e urbanistica contemporanea e lo ha fatto cercando con pazienza certosina gli interventi, realizzati da giovani valenti architetti siciliani in quei comuni che hanno deciso di giocare la carta della architettura di qualità, per rinnovare aspetto e funzione di propri spazi pubblici. Il risultato della ricerca è visibile nella mostra "Città e Società del XXI secolo - architetture recenti in Sicilia", allestita al secondo piano con pannelli fotografici e plastici delle opere e visitabile fino al 9 aprile, che fornisce una idea chiara di come in fondo sia accessibile il buon livello dellarchitettura, basta la consapevolezza del suo valore anche economico da parte di amministratori dotati di buon senso e oculatezza. Il Darc si adopera pure per la salvaguardia di opere del novecento, meritevoli di tutela e spesso di restauri per sopraggiunti dissesti, dopo che una apposita commissione di esperti le abbia dichiarate di importante interesse artistico. Ed è su questo tema che si è soffermato, nel corso dellincontro che ha riunito studiosi da tempo coinvolti dal Darc per il raggiungimento delle proprie finalità, Cesare Ajroldi che conduce un dottorato orientato proprio sul restauro di quegli edifici moderni che sorgono, talvolta poco conosciuti e spesso trascurati anche dalla storiografia, in giro per la Sicilia. Sulle falle della pianificazione come è ormai intesa, permeabile ad ogni particulare derivante da interessi privati o da piani di settore dalle cospicue finanze, cause dei tanti danni al territorio e allambiente che derivano dalla discrepanza tra un buon piano approvato e quello infarcito di modifiche poi realizzato, sono intervenuti gli urbanisti Giuseppe Cangemi, Nicola G. Leone, Giuseppe Trombino. Questultimo ha posto laccento sulla questione, a mio avviso urgente, di introdurre nella scala urbanistica la simulazione tridimensionale "qualitativa", al fine di superare lapproccio quantitativo degli indici, funzionali alle "zonizzazioni" del territorio, con un controllo spaziale pari a quello riservato al progetto di architettura. Questa e altre sollecitazione, come la creazione di un archivio di elaborati di urbanistica e architettura a rischio perdita, sono andate ad accrescere le aspettative che i presenti, come a scaricarsi di responsabilità trascurate che non pare vero di affidare ad una struttura insperabilmente efficiente ancorché regionale, hanno riposto nelle attività fin qui condotte dal Darc, ma soprattutto nella capacità di ascolto dei responsabili, gli architetti Marilù Miranda e Giuseppe Parello oltre lo stesso Spagna, hanno dimostrato di possedere in buona misura. Cè un gran bisogno di dibattere di cultura architettonica, visto lo stato delle cose in questIsola massacrata da abusivismo e insipienza estetica, e dalla cecità di una classe politica più attenta al consenso elettorale che alla salute del territorio. Cè bisogno di aprire riflessioni sulla abbondante produzione edilizia moderna, sul travisamento della concezione stessa di qualità dei manufatti e sul rapporto distorto tra disciplina dellarchitettura e territorio, tra cura dellambiente e innovazione tecnologica, tra processi produttivi e fattori economici. Tutti argomenti che ci riguardano molto da vicino, e non possiamo lasciare solo al Darc.