Tutte le grandi città europee hanno molti musei che contribuiscono al loro prestigio. Così ogni città immagina che questo sia un requisito essenziale: pensando di competere con lo schieramento di più edifici-espositori, possibilmente firmati. Qualcuno potrebbe dire in modo sbrigativo che più ce n'è meglio è, se non fosse per le note difficoltà della gestione degli spazi, cioè per i costi non indifferenti in tempi di risorse limitate. Le analisi di Giuliana Altea, su questa pagina, aiutano a capire le dinamiche più generali. Provo a dire alcune cose che ci riguardano più direttamente. La perplessità - servono altri musei? - non può essere rimossa per via della consueta affermazione che i musei non sono più quelli di una volta introversi luoghi di contemplazione, ma spazi aperti ad una pluralità di esperienze, nuovi nodi urbani, pezzi vitali di città, eccetera. Questa idea di generica flessibilità non può essere il coperchio di proposte incerte (e mediocri), che spesso si incontrano in "musei del territorio" ormai in ogni piccolo paese. Il rischio vale pure per le città. Sassari ad esempio. Dispone-disporrà di almeno due capaci musei statali (Sanna e Canopoleno) due della Provincia (Masedu e Carmelo) e tre o quattro edifici del Comune accolgono o sono candidati ad accogliere mostre temporanee e permanenti a carattere locale. A questi si aggiungerà il padiglione ex Isola che la Regione ha deciso di potenziare. Ogni tanto le preoccupazioni per la gestione degli spazi museali (più in generale per il luoghi destinati alle attività culturali) compaiono nel dibattito. Nello sfondo la parola magica: integrazione. Ogni strategia è integrata, per ogni obiettivo servono azioni sinergiche e la soluzione, ci mancherebbe, è la messa in rete. Ma l'impressione è che al di là dei programmi vaghi, delle dichiarazioni orgogliose di volere custodire-esibire "strategicamente" opere antiche, contemporanee, testimonianze di saperi e tradizioni locali ecc., non vi sia - per ora - un' indicazione sulle prospettive a proposito di contenuti e contenitori, una questione di non poco conto specie se gli involucri sono edifici storici. Il tema del governo degli spazi per questi servizi chiede soluzioni originali oltre l'idea cumulativa - molti musei, molto onore. Una programmazione molto competente delle iniziative per le arti e la cultura è il meno che si possa auspicare. Saprà (e vorrà) mettere il sistema museale anzitutto a servizio delle comunità locali, temperando l'enfasi espositiva in funzione di una domanda che potrebbe - forse - venire dall'esterno? L'argomento dei flussi turistici, molto evocato, è spesso illusorio: i musei che dovrebbero attrarli numerosi, per rendersi economicamente autosufficienti o quasi, fanno piccoli numeri anche nei casi (e nei mesi) migliori. Una circostanza che si tende a minimizzare. Per questo non deve apparire rinunciataria l'ipotesi di ottimizzare l'uso degli spazi. Per evitare che le proposte non siano tutte all'altezza delle attese, per povertà di contenuti (che dispendiosi allestimenti non riescono mai a mascherare), o per lunghe pause d'inattività. D'altra parte la questione della razionalizzazione è stata già posta in altre città che come Sassari contano su soste brevissime di pochi visitatori esterni, pure nell'ottica di non estenuarli con troppi trasferimenti da un edificio ad un altro specie nelle settimane calde sotto Ferragosto. Tra breve la città potrebbe disporre di altri spazi importanti. Tra questi l'ex ospedale dell'Annunziata di Piazza Fiume, il più grande degli edifici centrali dismessi, un intero isolato della prima espansione urbana, da alcuni mesi in restauro con fondi del Mibac e dove pare si trasferiranno l'Archivio di Stato e uffici della Asl. La disponibilità di un organismo edilizio di tale dimensione (e con una tipologia molto adattabile) avrebbe un innegabile peso nelle strategie per un migliore uso degli spazi. Se non fosse che questo manufatto, realizzato con la sottoscrizione di cittadini sassaresi nell'Ottocento, è già stato destinato a funzioni diverse senza alcun dibattito in città, e sfuggono i criteri alla base della sua nuova funzione. E non si sa se al tavolo che ne decideva la sorte - conclusa definitivamente la funzione ospedaliera - siano stati chiamati (la decisione è di alcuni anni fa) i rappresentanti del Comune di Sassari, appunto gli eredi dei vecchi sottoscrittori. Singolare procedimento in epoca di sussidiarietà e di partecipazioni molto sollecitate.
SARDEGNA - Restituiamo il vero senso agli spazi museali delle città
Le città europee hanno molti musei che contribuiscono al loro prestigio. Tuttavia, la gestione degli spazi museali è difficile a causa dei costi non indifferenti. Alcune città, come Sassari, hanno molti musei, ma non sempre sono ben gestiti. La perplessità sulla necessità di altri musei non può essere rimossa. Il rischio è che le proposte non siano tutte all'altezza delle attese. La questione della razionalizzazione degli spazi è stata già posta in altre città. A Sassari, ci sono molti spazi disponibili, come l'ex ospedale dell'Annunziata, che potrebbe essere utilizzato per ospitare l'Archivio di Stato e uffici della Asl.
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