Lidea è allargare liniziativa ad altri edifici dellAteneo Già conquistati moltissimi turisti Aperte al pubblico per visite gratuite le sale di Lettere. Ma è solo linizio... Cè un museo, a Genova, che non è segnato su nessuna guida. E che in un mese ha conquistato quasi mille visitatori, l80 stranieri. Anche se nessuno lo aveva finora promosso. Il miracolo lha fatto un manipolo di una ventina di studenti-volontari ciceroni, raggruppati e motivati dal professor Lauro Magnani, professore di Arte moderna allUniversità di Genova e delegato dal Rettore alla valorizzazione del patrimonio artico dellUniversità: hanno deciso di aprire al pubblico, organizzando visite guidate gratuite, linfilata di quindici sale affrescate di Palazzo Balbi Senarega, in via Balbi 4. Per i genovesi, è solo una delle sedi della Facoltà di Lettere e Filosofia, per i turisti è invece un tempio mozzafiato del Sei-Settecento. Tutto è partito dalla mostra "Valerio Castello - Genio moderno" in corso a Palazzo Reale: il professor Magnani e alcuni suoi studenti del corso di laurea in Conservazione dei Beni culturali hanno deciso di organizzare visite guidate, ogni sabato mattina dalle 10.30 alle 12.30, agli affreschi di Balbi 4 (con le opere di Valerio Castello, e poi Domenico Piola, Gregorio De Ferrari, Giovanni Andrea Carlone). Poteva essere una delle molte e qualificate iniziative collaterali alla mostra, è diventata unattrazione. Risultato: invasione di turisti francesi, tedeschi, qualche americano, addirittura una comitiva di cileni. Capitati nellatrio del palazzo per caso, scendendo da stazione Principe verso la città, attirati allinterno dellatrio, che si trasforma in cortile, che si trasforma in giardino, dalle (rare a Genova) porte spalancate. Cercavano sulle guide, ma non trovavano nulla di questo Palazzo Balbi Senarega. E così si sono lasciati condurre dai quattro studenti di turno, che approfittano per svelare un tesoro cittadino e ripassare per lesame. Così è nato il progetto "Città Ateneo Immagine" che punta ad aprire alle visite gran parte del patrimonio universitario: tre tappe in via Balbi (Balbi 4, Balbi 2 e la sede del Rettorato, Balbi 5, con la formidabile teoria delle sculture del Giambologna nellaula magna), villa Giustiniani Cambiaso in Albaro (sede di Ingegneria), lAlbergo dei Poveri (da visitare lo scalone delle sculture, in attesa dellagibilità della chiesa), il palazzo ex Eridania (sede di Scienze della Formazione), palazzo Belimbau in piazza dellAnnunziata, e poi lex convento delle Grazie e il complesso di Santa Maria in Passione a due passi dalla Facoltà Architettura. Ecco il museo invisibile che Magnani e i suoi moschettieri vogliono reinserire nei circuiti turistici e culturali della città. Il Rettore Gaetano Bignardi è entusiasta e ha già appoggiato liniziativa. «Ci è sembrato necessario far conoscere la ricchezza di un patrimonio storico-artistico unico, per varietà, tra gli Atenei italiani - spiega Lauro Magnani - e il riscontro di pubblico ha sorpreso anche noi e ci ha convinto a proseguire». Il progetto prevede la pubblicazione di materiale promozionale e informativo, che crescerà e si raffinerà con il moltiplicarsi dei visitatori. Prossima apertura, entro maggio, al venerdì pomeriggio e sempre curata dagli studenti-volontari: Villa Giustiniani Cambiaso. Dove proprio oggi, alle 17, verrà festeggiata la collocazione di un affresco (attribuzione incerta tra Valerio Castello e Luca Cambiaso) con il "Ratto di Elena", staccato da una villa, oggi distrutta, del Ponente e scoperto alcuni anni fa proprio da Magnani a Villa Scassi a Sampierdarena. Ritroveranno la loro antica posizione, anche due calchi in gesso di sculture romane che si trovavano nella loggia fino alla seconda guerra mondiale. «Le sedi universitarie di Genova sono eccezionali - spiega ancora Magnani - e potremo valorizzarle con doppio vantaggio: esperienza didattica per i nostri studenti-guide e trasformazione in musei "vivi", con unattrattività clamorosa non solo per i turisti».
GENOVA - Studenti e prof ciceroni in un museo sconosciuto
Il professor Lauro Magnani e una ventina di studenti-volontari hanno aperto al pubblico le sale affrescate di Palazzo Balbi Senarega a Genova, organizzando visite guidate gratuite. Il palazzo, che non era segnato su nessuna guida, ha conquistato quasi mille visitatori in un mese, tra cui 80 stranieri. Il progetto "Città Ateneo Immagine" punta ad aprire alle visite gran parte del patrimonio universitario, con altre tappe previste in via Balbi, villa Giustiniani Cambiaso, Albergo dei Poveri, palazzo ex Eridania, palazzo Belimbau e complesso di Santa Maria in Passione.
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