Altro che problemi notturni, la questione sicurezza agli Uffizi di Firenze esiste eccome, ma soprattutto di giorno. Troppi visitatori all'interno delle sale e scarsa vigilanza. Senza nemmeno il supporto delle nuove tecnologie. Perché l'unica barriera di protezione dei capolavori esposti, in quello che è uno dei più importanti musei del mondo, sono delle transenne metalliche poste per distanziare i visitatori dalle opere d'arte. Tutto qui. A differenza di quello che succede in altre pinacoteche (anche alla Galleria d'arte moderna a Palazzo Pitti, senza andare troppo lontano) qui, non esiste nessun sistema a raggi infrarossi che fa scattare l'allarme se i visitatori si avvicinano troppo alle opere. Per di più, le videocamere installate non sono collegate a nessuna cabina di regia. In pratica, effettuano solo la registrazione delle immagini, senza una visualizzazione immediata da parte della sorveglianza. La denuncia arriva dalla Cgil Funzione pubblica che da tempo lamenta un problema di sicurezza per le persone e per le opere d'arte esposte. «Il personale riferisce che i flussi turistici in certi periodi dell'anno sono poco controllati - dice Giulietta Oberosler della Cgil - cosicché in alcune sale la concentrazione delle persone, che non possono essere più di 1200 in tutta la struttura, è tale da mettere a rischio la sorveglianza e a dura prova il lavoro degli operatori». Lo scorso autunno, per esempio, una grandinata molto forte che fece penetrare acqua all'interno delle sale, costrinse il personale a fare evacuare il museo. Ebbene, il tempo impiegato, secondo quanto risulta alla Cgil, fu esattamente il doppio dei 40 minuti previsti. Non è una novità che i meccanismi di contapersone posti all'ingresso e all'uscita della Galleria risultano poco attendibili, soprattutto in presenza delle scolaresche. «Il paradosso è che la gestione dei servizi aggiuntivi è stata appaltata ad una società che ha tutto l'interesse a strappare i biglietti -spiega Oberosler - ma la responsabilità della sicurezza è tutta a carico dei dipendenti del Ministero». In una situazione del genere la proposta del direttore della Galleria Antonio Natali di chiudere il piazzale antistante di notte con una cancellata a scomparsa mette il dito in una ferita sempre aperta e particolarmente dolorosa. «Va bene mettere la cancellata di notte, anche se esteticamente è terribile -conclude Oberosler - ma capiamo che i tempi cambiano e anche le esigenze. Vorremmo la stessa sensibilità anche per i problemi di sicurezza durante il giorno».