Le ha avallate ieri, nel tardo pomeriggio, Francesco Rutelli, le nomine che mercoledì scorso prima e venerdì poi erano state approntate dai direttori generali di settore e dai direttori regionali dei Beni culturali, al fine di completare l'assetto dei dirigenti cosiddetti di seconda fascia (si tratta dei responsabili di soprintendenze, archivi, biblioteche, o di funzionari preposti ai vari Servizi delle direzioni generali centrali) del nuovo Ministero per i Beni culturali. In forza di quelle decisioni, dunque, la Campania avrà tre soprintendenti archeologi: Pietro Giovanni Guzzo (Napoli-Pompei), Maria LuisaNava (Salerno-Avellino) e Mario Pagano (Caserta-Benevento: ma ha annunciato ricorso). Il quadro. La soprintendenza dei Beni architettonici e paesaggistici di Napoli e provincia andrà a Stefano Gizzi; quella al Patrimonio artistico storico e etnoantropologico di Salerno va a Salvatore Abita; Enrico Guglielmo sarà ai Beni architettonici e paesaggistici di Caserta e Benevento. Nicola Spinosa rimane al Polo Museale come agli Archivi di Stato di Napoli, Caserta e Salerno rimangono, rispettivamente, Felicita De Negri, Imma Ascione, Maria Luisa Storchi, Alla Biblioteca nazionale di Napoli resta Mauro Giancaspro. Ancora da decidere le nomine al Patrimonio artistico storico ed etnoantropologico di Napoli e agli architettonici e paesaggistici di Salerno anche se ci sono buone probabilità che venga confermato Annamaria Affanni. L'intero pacchetto di incarichi, tuttavia, non è stato sottoscritto in blocco, visto che in corso d'opera ci sono stati dei ripensamenti: il soprintendente Giuseppe Zampino, ad esempio, che dal suo incarico ai Beni artistici, architettonici e storici di Salerno era stato destinato in prima battuta alla soprintendenza del Lazio, si è visto cambiare la nuova sede e adesso andrà invece in Calabria. Ovviamente, la decisione non ha fatto altro che sommare malumori a situazioni di disagio già preesistenti. Tanto che la Uil-Bac per bocca del suo segretario Gianfranco Cerasoli ha scatenato un putiferio definendo la scelta di Rutelli «grave» e «uno schiaffo clamoroso verso una Regione che meritava un attenzione diversa per i problemi che ha il territorio». Cerasoli chiederà al nuovo governo la revoca dei provvedimenti. Peraltro, Confsal Unsa Beni culturali, con il segretario generale Giuseppe Urbino, aveva attaccato, duramente, le scelte operate e aveva inviato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, oltre che alla Corte dei Conti e alla Funzione pubblica, un esposto -denuncia per segnalare «L'irregolare procedura adottata dal Ministero peri Beni culturali per il conferimento di nuove nomine dirigenziali». Insomma, nessuno o quasi pareva contento: se da un lato gli incarichi creavano malumori tra gli stessi funzionari destinatari, salvo coloro i quali avevano viste accolte le desiderate o avevano migliorato la posizione, d'altra parte toccavano i nervi scoperti dei sindacati che sin dall'inizio avevano giudicato la «riforma Rutelli» un mezzo pateracchio. Tra gli incarichi da assegnare (in totale sono 216) vanno considerati quelli da fare entro il 2 maggio e che riguardano l'assegnazione di sede ai vincitori di concorso da storico dell'arte (tra loro c'è Luciana Arbace, storico dell'arte della Soprintendenza Bapsae di Napoli) e bibliotecario. «Tutti le funzioni date - sottolinea invece Claudio Calcara, responsabile di Cisl Beni culturali - oltre a creare una grave confusione sono a rischio, visto che i direttori generali, nominati tempo fa e che adesso hanno assegnato gli incarichi, non hanno ancora avuto la registrazione del loro provvedimento. Credo che il ministero avrà una valanga di ricorsi e tutti con ottime probabilità di essere accolti».