Primo stop alla nomina ai vertici delle Soprintendenzae archeologiche. La dura protesta che sta interessando gli uffici del ministero in mezza Italia, e in particolare in Veneto, Liguria, Lombardia e Piemonte, ha convinto il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli a prendersi una pausa di riflessione. Per stamattina, nel suo ufficio di Roma, ha convocato a rapporto il direttore generale del ministero che aveva proposto le ultime nomine. Nel mirino degli archeologi la nomina di soprintendenti «reggenti» trasferiti dalle Regioni e non dal ministero. Che in pratica hanno superato a pie' pari esperti archeologi che erano in lista da anni. Così a Venezia dovrebbe arrivare al posto di Giuliano De Marinis, Maria Amalia Mastelloni, distaccata dalla Regione Sicilia. «Niente contro la persona», dicono gli archeologi veneziani, «ma perché fare queste scelte imposte dalla vecchia burocrazia del ministero senza prendere in esame le professionalità interne che esistono?». Non è soltanto una questione di gradi. Perché la carriera e gli stipendi degli archeologi in forza alle Soprintendenze sono ben diversi da quelli assunti dalle Regioni a statuto speciale. A fine carriera, i professionisti spesso sottopagati e nemmeno tanto valorizzati, si aspettavano almeno qualche soddisfazione di avanzamento sul campo. Invece i nuovi dirigenti vengono imposti da fuori. E come se non bastasse, non sono nemmeno dipendenti dello Stato.