NEI PALAZZI SENATORI COL FAI Lungo tutta la Penisola, questanno sono 240 le località coinvolte, con la possibilità di visitare 550 beni architettonici e artistici, molti dei quali sono solitamente chiusi al pubblico. In città si sveleranno quindi ai visitatori due sedi universitarie. La prima, Palazzo Marescotti Brazzetti in via Barberia, è un edificio senatorio di origine cinquecentesca (anche se quello attuale risale al 1680-87 ad opera dellarchitetto e scenografo Giacomo Monti), di recente restaurato per ospitare il Dipartimento di Musica e spettacolo. Laltra meta è la facoltà di Giurisprudenza in via Zamboni, altro palazzo senatorio della prima metà del Cinquecento e intitolato alla famiglia Malvezzi Campeggi. A differenza del primo, questo edificio necessita di restauri; gli ultimi sono stati eseguiti tra gli anni '70 e '80. «La giunta dAteneo - annuncia il professor Giovanni Luchetti della facoltà - ha già approvato un piano di ristrutturazione per il quale dovremo però ricorreremo a finanziamenti esterni allAlma Mater; entro breve uscirà un bando per la ricerca di sponsor privati». Pur rimanendo nelle intenzioni una sede didattica, una volta rimesso a nuovo il palazzo aprirà le proprie sale, in particolare quelle di rappresentanza come la Sala delle Armi e quella delle Feste, ad eventi culturali indirizzati a tutta la città. A Bologna le visite ai due palazzi si tengono sabato e domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Le giornate di Primavera del Fai hanno unimportante programma anche in provincia. E il caso di Pieve di Cento dove solo domenica (dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30) saranno ben quattro le sedi coinvolte, ovvero lArchivio notarile del Comune, uno dei rari esempi di archivi storici conservati in Italia, lottocentesco Teatro Comunale, la Chiesa della Santissima Trinità e quella dei Santi Rocco e Sebastiano, oggi in attesa di restauro. Sabato e domenica, dalle 15 alle 18, anche Imola apre due dei suoi tesori. Si comincia con la Chiesa di Santa Maria in Valverde, che ha origini a partire dal XIV secolo, poi si passa allOratorio di San Rocco.