Il dialogo fra le due sponde del Mediterraneo langue, perchè gli uomini e le donne che vi abitano hanno poca voglia di dialogare. E' stato questo l'allarme lanciato da tutti i relatori al convegno su "2008 - Anno euromediterraneo per il dialogo fra le culture", organizzato dalla Fondazione Mediterraneo e che si è tenuto alla fiera del libro di Napoli "Galassia Gutenberg". "Di dialogo si riempiono la bocca tutti - attacca il vicedirettore dell'Ansa Giulio Pecora, uno dei fondatori del notiziario mediterraneo Ansamed (che è anche media partner di Galassia) - e soprattutto chi ha poca voglia di farlo, ma vuole goderne i vantaggi politici. In questi anni ho trovato poca voglia di dialogare su entrambe le sponde, la Nord e la Sud. Sarkozy, che voleva avviare un dialogo di sua iniziativa, è stato zittito dai tedeschi e ha dovuto fare marcia indietro". Il presidente della Fondazione Mediterraneo, Michele Capasso, denuncia "il grande sperpero di denaro pubblico per programmi culturali senza ottenere risultati". Emanuela Scridel, che per il Ministero dei Beni Culturali si occupa delle iniziative per l'anno del dialogo, lamenta che "non sempre l'altro da noi ha voglia di dialogare". Per la vicepresidente della Fondazione Mediterraneo, Caterina Arcidiacono, "non se ne può più di vetrine turistiche e festival musicali del Mediterraneo, quando invece servono misure concrete per fare comunicare davvero le persone". Capasso comunque ricorda le numerose iniziative messe in cantiere per il "2008 Anno euromediterraneo del dialogo, in particolare la Notte del dialogo, il 22 maggio prossimo, con eventi in trentanove Paesi: "Sarà questa afferma Capasso la giornata su cui riflettere ma soprattutto agire. Il Mediterraneo ha bisogno di un progetto politico serio ed è ora di finirla con le duplicazioni inutili e con gli stereotipi. Napoli può costituirsi come punto centrale di un nuovo riscatto dell'intera area euromed. Stiamo studiando varie iniziative: tra queste l'apertura notturna dei teatri della Campania, in collaborazione con la Fondazione "Napoli Teatro Festival Italia". "Le voci della letteratura algerina" del '900 è stato poi il tema dell'incontro durante il quale presenti i docenti universitari Domenico Canciani e Luigi Serra - è stato presentato il volume tradotto da Caterina Pastura "Terra e Sangue" (Edizioni Mesogea, 2007) di Mouluod Feraoun, uno tra i più importanti esponenti della letteratura in francese dell'Africa settentrionale. Feraoun, algerino nato in Cabilia e proveniente da una famiglia povera, descrive le ferite storiche dei berberi d'Algeria, derubati della loro identità da colonizzatori arabi, ottomani e infine francesi. Ed è in francese che l'autore si esprime, usando la lingua del dominatore per contestarlo. Racconta della tragedia dell'emigrazione verso le miniere della Francia del nord, e il ritorno verso la terra natia, nel caso del protagonista il villaggio di Ighil-Nezman, luogo simbolo del legami di sangue e di quelli con la terra. "E' fondamentale tradurre in italiano quanto più possibile la letteratura berbera per restituire a questo popolo la dignità che merita, e che contribuisce fin dal XII-XI secolo a.C. ad arricchire la nostra cultura mediterranea" dichiara il Serra al termine dell'incontro. Un evento importante della sezione Mediterranea di cui la Fondazione è partner dal 2005 è stata la presentazione del libro di Gianluca Solera "Muri, lacrime e Za'tar - Storie di vita e voci dalla Palestina" edito dalla casa editrice Nuovadimensione. Incontrando membri dell'entourage di Hamas, il patriarca latino di Gerusalemme, il leader del movimento per la pace israeliano Jeff Halper, l'associazione Heskem di Daniel Levy, ma anche madri di kamikaze, rifugiati e coloni, soldati e detenuti, contadini e tassisti, Gianluca Solera ricostruisce il quadro di una terra spaccata in cui uomini e donne oppongono ancora la loro umanità all'oppressione ed alla spirale della violenza. Il libro contiene anche una prefazione di Monsignor Michel Sabbah, patriarca della Chiesa latina di Gerusalemme ed una postfazione di Luisa Morgantini, vicepresidentessa del Parlamento Europeo. Durante l'incontro manifestanti palestinesi hanno mostrato la loro riprovazione per il Salone del Libro di Torino - che si inaugura il prossimo maggio in quanto l'unico ospite d'onore è Israele. Capasso ha ricordato che, in virtù di un accordo stipulato con la Fiera del Libro del Cairo, era stato previsto che l'ospite d'onore fosse l'Egitto. "Anche se condivido la vostra protesta ha detto Capasso non bisogna confondere la politica dello stato d'Israele con la visione di pace e di coesistenza che grandi scrittori israeliano, quali Grossman e Oz, hanno da sempre promulgato. La saggezza del nostro Presidente della Repubblica, che dovrebbe partecipare alla cerimonia inaugurale, saprà ristabilire l'equilibrio in una questione nata male e gestita ancora peggio".
Culture dell'Area Med, il dialogo non decolla
Il convegno su "2008 - Anno euromediterraneo per il dialogo fra le culture" si è tenuto alla fiera del libro di Napoli "Galassia Gutenberg". Il vicedirettore dell'Ansa Giulio Pecora ha lanciato un allarme sul fatto che gli uomini e le donne che vivono nel Mediterraneo hanno poca voglia di dialogare. Michele Capasso, presidente della Fondazione Mediterraneo, ha denunciato il "grande sperpero di denaro pubblico per programmi culturali senza ottenere risultati". Emanuela Scridel, responsabile delle iniziative per l'anno del dialogo, ha lamentato che "non sempre l'altro da noi ha voglia di dialogare". Caterina Arcidiacono, vicepresidente della Fondazione, ha chiesto misure concrete per fare comunicare le persone.
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