Davanti al giudice Fontanelli, Malchiodi e Luperini per apertura abusiva. Sembra un pesce d'aprile ma non lo è. Davanti al giudice monocratico Donato D'Auria compaiono questa mattina tre personaggi eccellenti. Sono l'ex primo cittadino Paolo Fontanelli, il sovrintendente ai beni architettonici, Guglielmo Maria Malchiodi, e il presidente del Teatro Verdi, il professor Ilario Luperini. Furano rinviati a giudizio dal gip Alberto Panu, a febbraio: devono rispondere dell'articolo 681 del codice penale, apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento, in concorso fra loro. La questione riguarda la famosa vicenda del Teatro Rossi, quando l'immobile, allora in via di ristrutturazione, fu sottoposto a sequestro preventivo dalla procura. I tre furono indagati «per avere organizzato uno spettacolo senza aver verificato solidità e sicurezza dell'immobile». Lo spettacolo era «Il dottor Céline, autoritratto». Sulla misura cautelare del sequestro preventivo dell'immobile si era espressa a suo tempo la Cassazione, dando ragione ai ricorrenti, i tre indagati. Il teatro settecentesco era stato chiuso dalla procura nell'ottobre del 2004 perché ritenuto inagibile, e quindi inadatto alla realizzazione di spettacoli aperti al pubblico, per motivi di sicurezza. Erano seguiti tre avvisi di garanzia: a Luperini come organizzatore dello spettacolo in corso al Rossi al momento del sequestro, a Paolo Fontanelli, in quanto il Comune aveva firmato col Verdi la realizzazione dello spettacolo, e a malchiodi come padrone di casa, in quanto il Rossi è del demanio e dunque della sovrintendenza, che nel teatro aveva in corso all'epoca il cantiere per i restauri. La notifica del primo provvedimento avvenne la mattina del 18 ottobre del 2004, giorno dell'ultima replica, l'esecuzione del decreto di sequestro avvenne il 22 ottobre. A novembre il tribunale del riesame di Pisa aveva annullato i provvedimenti del procuratore e del giudice delle indagini preliminari. Il riesame, composto dal presidente Alberto Bargagna e dai giudici Angelo Perrone e Anna Martelli, aveva accolto il ricorso dei legali del presidente della Fondazione Teatro di Pisa Ilario Luperini, dichiarando nulli il primo provvedimento d'urgenza a carattere preventivo della procura, la seguente convalida del gip Alberto Panu ed il successivo decreto di sequestro del Rossi. Poi la vicenda finì in Cassazione, che bocciò il ricorso della procura. Questo sulla legittimità del sequestro. Il dibattimento prosegue sulle autorizzzioni e la sicurezza pubblica. L'articolo 681 si riduce di fatto ad una contravvenzione ai sensi del tulps, il testo unico delle leggi di pubblico spettacolo. Candida Virgone