Lo Chalet deve restare: sul futuro delle strutture di scena per "la Fanciulla del lago", in primis lo chalet di Emilio ricostruito alla penisola delle Torbiere con un permesso temporaneo, sono sulla stessa lunghezza d'onda Gianfranco Lunardi e Stefano Baccelli, rispettivamente presidente del Parco e della Provincia: «Lo chalet deve rimanere - dichiara Lunardi - perché il Parco è un amalgama di natura e cultura». «Non è certo un ecomostro - gli fa eco Baccelli - ma un esempio di sviluppo sostenibile che può solo valorizzare il territorio». L'ultima parola, ora, spetta alla Sovrintendenza. Intanto il regista Paolo Benvenuti, insieme alla moglie Paola (che ha curato la sceneggiatura), così anticipa il film: «Saranno 90' senza dialoghi. Da un lato perché non avendo testimonianza di ciò che fu detto dai protagonisti avremmo dovuto inventarci il parlato e rischiare il falso storico. Dall'altro, voglio costringere lo spettatore ad ascoltare il lago, a percepire ogni suono emesso dalla natura di questi luoghi». Per questo, sottolinea ancora il regista, «dovremo fare i conti con i rumori intrusi, proprio come Puccini che nel 1919 lasciò Torre del Lago perché disturbato dai lavori per la costruzione della torbiera». Intanto ecco un curioso retroscena: «Rientravo dalla Grecia - racconta Ugo Di Tullio, presidente di Mediateca Toscana - e non avevo ancora idea di come presentare il progetto in sede ministeriale. Quel giorno, non so come, mi trovai chiuso in un garage per oltre mezz'ora con Gaetano Blandini, direttore generale del settore cinema al ministero per i beni culturali: gliene parlai e lo convinsi». G.M.