Corsa contro il tempo per il cantiere del museo del Risorgimento, lassessore non vuole lo scontro come sul Civis Zamboni chiede clemenza Oggi il progetto sarà presentato ai Beni culturali. "Spero in un percorso accelerato, ma si farà quel che si può" -------------------------------------------------------------------------------- Corsa contro il tempo per lapertura dei lavori di restauro di Palazzo DAccursio entro lestate 2008. Dopo lannuncio alla stampa e il passaggio in giunta, oggi i tecnici del Comune presenteranno al Ministero dei Beni Culturali il progetto preliminare per la trasformazione di 4500 metri quadri del municipio in Museo del Risorgimento. Ma per garantire lapertura del cantiere ad agosto serve il via libera di ben quattro Soprintendenze. «Auspico che in questo caso siano clementi e il percorso sia accelerato» è lappello dellassessore ai Lavori Pubblici Maurizio Zamboni. Liter infatti è lo stesso del Civis. «Per ora - spiega la dirigente del settore Raffaela Bruni - siamo al progetto preliminare. Una volta che il Ministero lo avrà approvato, dovrà assegnare lappalto». Il vincitore dovrà presentare il progetto definitivo, e poi quello esecutivo, alla Soprintendenza Provinciale, a quella Archeologica, e a quella Etnografica. Oltre che alla Soprintendenza Regionale dei Beni Archeologici, che fa da coordinamento, e che (come per il progetto del filobus "contestato") avrà un massimo di 120 giorni per accendere il semaforo verde (oppure no) sulla riqualificazione del Municipio. Tempi strettissimi quindi, se davvero si vuole aprire il cantiere ad agosto, in concomitanza col trasferimento dei 450 dipendenti comunali nella nuova sede di via Fioravanti. E in tempo per terminare il restauro e inaugurare il nuovo Museo del Risorgimento a Palazzo DAccursio nel 2011, quando verranno celebrati i 150 anni dellUnità dItalia. «Si farà quel che si può - allarga le braccia Zamboni - e io spero che si possa cominciare in tempo. Visto che questa volta la conferenza dei servizi è organizzata direttamente dal Ministero dei Beni Culturali, mi auguro che anche le Soprintendenze siano più veloci e meno severe».