Puntare sull'area metropolitana come polo artistico d'eccellenza, cercando di valorizzare esperienze e realtà che in questi anni si sono distinte per qualità delle propria offerta: nasce così il sodalizio tra l'Accademia di Belle Arti e il Centro Pecci di Prato. Una collaborazione che prenderà forma in aprile con l'attivazione di 2 corsi, in Progettazione e cura degli allestimenti artistici e in Arti visive e linguaggi multimediali, ospitati nei locali della biblioteca del Museo e nei locali dell'ex Polimoda. La scelta di Prato è stata fatta per «la volontà - come ha spiegato il direttore dell'Accademia Giuseppe Andrea-ni - di coniugare la propria vocazione storica con le sfide della contemporaneità artistica, che trovano nel Comune di Prato e nel Pecci volani strategici». Una decisione che si inserisce anche nel progetto regionale di creazione di un «sistema metropolitano di arte contemporanea», come ha precisato l'assessore regionale alla cultura Paolo Cocchi. I due indirizzi formativi del biennio di II livello in Arti visive e discipline dello spettacolo, vedranno la presenza di un centinaio di studenti, che diventeranno 150 nel corso dei prossimi anni accademici, con l'impegno di 25 docenti. Un'iniziativa importante, che segna anche il rilancio di una struttura museale che fino a due anni fa, ha ricordato il sindaco Marco Romagnoli, «attraversava un momento difficile e l'ipotesi di una chiusura. Abbiamo scommesso sul suo rilancio e a settembre vedremo posare la prima pietra per il suo raddoppio».