Maxxi, Mambo, Madre, Marca, Mart e, ipotizziamo per quello di Milano di Libeskind - che ha sollevato la polemica sui limiti dellarchitettura decostruzionista -, Mimac: scioglilingua a parte, ma cosa ci metteremo in questi musei di arte contemporanea dei quali si sta riempiendo lItalia? Lart editor del New York Times, Michael Kimmelman, non ha dubbi: questi musei (più Prada, Pinault, Re Rebaudengo, Gagosian ...) rappresentano il meglio della vitalità dellarte in Italia. Noi avanziamo qualche dubbio. Intanto il museo nasce come luogo di conservazione di unesperienza storicizzata, ovvero di unarte che è giudicata tale perché resistita, per dirla con Gadamer, «alla distesa dei tempi» e non perché un critico o un gallerista lo decidono. Considerando poi che i musei italiani, i più grandi giacimenti darte storicizzata del mondo, non riescono ad esporre nemmeno il ,o del loro patrimonio, qualche dubbio sullo spazio da dare al contemporaneo da parte dellente pubblico (che poi, alle mostre, del contemporaneo si scandalizza) viene. Inoltre, chi deciderà cosa esporre? Andando al sodo, lo deciderà chi fa il mercato: i grandi galleristi americani o gli emergenti (russi, cinesi...). Sgarbi, Bonito Oliva, Bonami o Daverio, al massimo, potranno diventare consulenti di un progetto che si fa «altrove». Da qui il consenso che arriva a questi musei da New York. Il contemporaneo non è arte storicizzata, ma una proposta darte e, come tale, andrebbe lasciata maturare nel mercato, nelle collezioni private, nelle gallerie, nelle fondazioni private anche (ove possibile) con supporti dello Stato. Ma poiché la coperta dei soldi è cortissima, meglio non far morire il patrimonio storico per costruire uno scatolone alla moda.
I MUSEI DEL CONTEMPORANEO SERVONO AGLI AMERICANI
Larticolo discute i nuovi musei di arte contemporanea in Italia, come il Maxxi di Milano, e le loro implicazioni. Lautore sostiene che questi musei rappresentano il meglio della vitalità dellarte in Italia, ma avanzano alcuni dubbi sulla loro gestione. I musei italiani, infatti, hanno difficoltà a esporre il patrimonio storico, e la decisione di esporre il contemporaneo potrebbe essere influenzata dal mercato e dalle gallerie private. Lautore suggerisce che il contemporaneo non è arte storicizzata e dovrebbe essere lasciato maturare nel mercato, nelle collezioni private e nelle gallerie private.
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Luogo