A Napoli non cè solo la monnezza, ci sono anche i beni culturali e i grandi siti archeologici. La prima costa, i secondi rendono. Soprattutto a chi li gestisce, a partire dal governatore della Campania, Antonio Bassolino. Il perché è presto detto. Con un provvedimento del febbraio scorso, il ministero dei Beni culturali ha accorpato le soprintendenze ai beni archeologici di Napoli e Pompei, creando una super-soprintendenza. Al di là del fatto che loperazione è stata compiuta quando il ministro Francesco Rutelli avrebbe dovuto occuparsi solo della gestione ordinaria, ciò che desta più di una preoccupazione è il risvolto economico della vicenda. «Il nuovo ente gestirà», spiega Diana De Feo, candidata al Senato in Campania per il PdL, «circa 2 miliardi di euro di finanziamenti, buona parte dei quali arrivano dalla Comunità europea. Bassolino, ovviamente, vuole averne il controllo totale ed per questo che le due soprintendenze sono state accorpate. Il bello è che a guidare lufficio unico sarà Piero Guzzo, che sta per andare in pensione, ovvero colui che è riuscito a non spendere i soldi che giaccio - no nelle casse della sua direzione». Ma questo non è un fatto isolato. Il governo di Romano Prodi, dopo la caduta, è in carica per lordinaria amministrazione. Dovrebbe, quindi, limitarsi alla gestione degli affari correnti. In realtà in diversi ministeri sì sta procedendo a nomine per piazzare uomini del centrosinistra nei punti chiave. Come, per lappunto, ai Beni culturali, Dove Rutelli, che a breve dovrà levare le tende, sta procedendo alla nomina di ben 216 dirigenti di secondo livello. Ovvero presidenti di soprintendenze, di istituti culturali, di archivi e biblioteche. Tutti posti con stipendi mai al di sotto dei 4 mila euro mensili. Senza contare che un soprintendente ai beni culturali, a livello locale, gestisce molto potere, perché a lui spettano le decisioni fondamentali della politica culturale (e dei fondi ad essa elargiti) di una città odi unintera provincia. Il ministro ancora in carica si sta dando da fare per piazzare isuoluomíni, persone legate al Pd, alla Margherita o ai sindacati, prima di passare la mano al suo successo re. E il malcontento sale, anche perché le nomine, che verranno formalizzate entro il 31 marzo, raramente tengono conto degli obbiettivi o delle reali capacità professionali. Insomma, una grande infornata per piazzare in posti sicuri i soliti amici. Il dicastero, del resto, ha già subìto una grande riorganizzazione voluta dallo stesso Rutelli, che ha accorpato alcune soprintendenze e ne ha create di nuove, con spostamenti interni che spesso non sono stati graditi. E ora questo grande giro di nomine pre-elettorale. «Quello di Rutelli è un comportamento scorretto», afferma il segretario della ConfsalUnsa, Giuseppe Urbino, «visto che alla vigilia del suo abbandono non si comprende la folle corsa a dover piazzare a tutti i costi i propri uomini nei posti chiave». «Non è mai accaduto», continua il sindacalista, «che senza alcun principio di trasparenza e alcun criterio si possa procedere a nominare un così alto numero di dirigenti di seconda fascia di cui molti senza specifiche competenze e capacità professionali». Lintera operazione dovrà comunque passare al vaglio della Corte dei conti. Ed è proprio alla magistratura contabile che i sindacati si appellano affinché vigili «sulla legittimità di queste operazioni». Un vizio, quello delle nomine a fine mandato, che nel corso degli anni ha riguardato un po tutti gli schieramenti politici, da destra a sinistra. Ma il caso di Rutelli rischia di essere uno dei più eclatanti. «Lex-ministro Urbani ha governato cinque anni e le nomine le ha spalmate su un arco temporale ampio», conclude Urbino, «mentre, con la caduta di Prodi, Rutelli ha dato il via a una corsa contro il tempo». E naturalmente rimandare le nomine al prossimo esecutivo non gli è proprio passato per la mente.
CAMPANIA - lady Fede attacca: lente di Bassolino vale due miliardi
Il governo di Romano Prodi sta procedendo a nomina di 216 dirigenti di secondo livello ai Beni culturali, con stipendi fino a 4 mila euro mensili. Il ministro Francesco Rutelli, che dovrà passare la mano al suo successore, sta cercando di piazzare i suoi uomini nei posti chiave. Il governo sta accorciando le soprintendenze ai beni archeologici di Napoli e Pompei, creando una super-soprintendenza, e il nuovo ente gestirà circa 2 miliardi di euro di finanziamenti. Il governatore della Campania, Antonio Bassolino, vuole controllare il nuovo ente e ha nominato Piero Guzzo, che sta per andare in pensione, a guidarlo.
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