Mentre il «terremoto» Goldin sta facendo lievitare il dibattito sul destino culturale della città, a Palazzo Barbieri, «pur interessato al progetto relativo all'allestimento di quattro grandi mostre d'arte alla Gran Guardia per i prossimi anni», si dà per certa la mostra con le opere del Louvre, in settembre, pezzi di straordinario valore che per la prima volta lasceranno le parte delle sale espositive del museo parigino, ma non si fa altrettanto con le iniziative successive, relative alla mostra del Museum Of Fine Arts di Boston (140 opere tra cui una trentina di quadri di Impressionisti), di quella relativa ad Auguste Rodin (80 opere provenienti dall'omonimo museo di Parigi) e di quella su Vincent Van Gogh con un centinaio di pezzi provenienti dal Museo Van Gogh di Amsterdam e dal museo Kröller Müller di Otterlo, in Olanda. La questione rimbalza ad Amsterdam nel giorno del ritorno della delegazione di giornalisti insieme ai responsabili di Linea D'Ombra, l'organizzazione di Marco Goldin, ieri mattina, dopo la trasvolata da Boston. E a Goldin, che da anni organizza mostre di respiro internazionale visitate da migliaia di appassionati d'arte e di curiosi, la retromarcia del Comune proprio non va giù:«Il Progetto quadriennale nasce come un programma unitario. Sono stato chiamato a Verona non per una singola mostra sul Louvre ma per un programma di quattro anni. Se dovevo venire a Verona per fare una sola mostra, allora potevo restare a Brescia. E vorrei sottolineare un particolare non di poco conto: i musei che hanno aderito al mio progetto lo hanno fatto proprio perchè si trattava di un'iniziativa articolata, con un suo filo logico. Adesso salta fuori che il Louvre è certo e le altre iniziative no. Per me è un fatto gravissimo. I musei coinvolti nell'inizaitiva potrebbero tirarsi indietro. Il direttore del museo del Louvre, su questo punto, era stato irremovibile: non ha nessuna intenzione di fare da apripista per un'iniziativa legata a un progetto che poi s'interrompe. È il progetto nella sua interezza che interessa i musei e per questo la città di Verona è stata coinvolta». E aggiunge Marco Goldin:«Bisogna evitare un disastro diplomatico con questi grandi musei. Non si possono tenere in sospeso mostre del genere. Basti pensare che per la seconda, quella con le opere provenienti da Boston, c'è già la lista pronta. Diverse opere destinate alla rassegna scaligera sono già state mandate al restauro per essere pronte per la Gran Guardia. Entro due mesi i responsabili del museo vogliono firmare il contratto. E anche per quanto riguarda il Rodin e i musei olandesi mi è stato chiesto di decidere in tempi brevi. Non è che si può dire "beh, facciamone una e poi vediamo come va". Per preparare mostre di questo tenore ci vogliono mesi e mesi di preparazione, non sono cose che s'improvvisano. Dire "stiamo a vedere" non ha senso. Il Comune deve decidersi. Ci sono già migliaia di prenotazioni che abbiamo dovuto tener congelate. Un'assurdità se si pensa che di solito per una mostra come le nostre mesi prima fioccano a migliaia le prenotazioni. A Verona non abbiamo ancora potuto far nulla» Non si fa attendere la risposta da Palazzo Barbieri, tramite il portavoce del sindaco, Roberto Bolis:«Siamo un Comune, un ente che ha vincoli giuridici. Per finanziare il progetto, come è già stato detto, si dovrà realizzare una fondazione, cosa che si farà. Va precisato che il sindaco Tosi aveva interpellato Marco Goldin per sapere che idee aveva, impegnandosi però solo per la prima iniziativa, quella del Louvre, pur essendo interessato all'intero progetto che gli è stato proposto. Ma, al momento, le risorse ci sono solo per la prima mostra, quella del Louvre, che si farà. Per le altre se ne cercheranno di ulteriori».
VENETO - Verona rischia di perdere le mostre
Il progetto "Quadriennale" di Marco Goldin, che prevede mostre d'arte internazionali a Verona, sta facendo lievitare il dibattito sul destino culturale della città. Il progetto, che include mostre del Louvre, del Museum Of Fine Arts di Boston, di Auguste Rodin e di Vincent Van Gogh, è stato accettato dai musei solo per la mostra del Louvre, mentre gli altri musei hanno deciso di non partecipare. Il direttore del Louvre ha dichiarato di non voler essere l'apripista per un'iniziativa che poi si interromperà. Marco Goldin ha affermato che il progetto è stato interrotto e che i musei coinvolti potrebbero tirarsi indietro.
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