Ministro Urbani, partiamo dalla Scala. Alla prima di Sant'Ambrogio, lei non c'era... «Non mi faccia rattristare di più. Domani (oggi per chi legge, ndr) sarò in Senato per una serie di provvedimenti e così oggi, sono in ufficio a lavorare. E pensare che amo Rossini, oltre, ovviamente, la Scala e Muti». Lei è ministro della Cultura. Ma ora è necessario parlare di cose concrete, di quattrini... «Per il progetto della Scala affidato all'architetto Mario Botta il Governo ha fatto la sua parte. Già con la legge 291 del 2003 (la Asciutti) sono stati stanziati dal Parlamento 2 milioni di euro per il 2004, quindi 1,5 milioni per il 2005 e altrettanti per il 2006. Se le circostanze lo consentiranno, una parte del restauro del Teatro potrà essere finanziata con i fondi del lotto 2004-2006». E per l'«altra» musica milanese? «Ricordo che oltre ai 40.449.000 euro devoluti alla Scala nel 2003 (sono tutti gli interventi nella spesa corrente), altro è stato fattoAi programmi dell'Orchestra dei Pomeriggi musicali quest'anno sono stati dati 1.480.120 euro; poi non si sono trascurate le altre istituzioni musicali, l'orchestra Verdi e la Guido Cantelli, che hanno ricevuto 2,348.500 euro. Ai corpi di danza sono stati dati 281.190 euro. Da questo dato è escluso il corpo di ballo della Scala». Non vorremmo spettegolare sulle sue presenze, ma so che lei non è mai andato a un concerto della Verdi, che pur è diretta da Riccardo Chailly... «Presto esaudirò la richiesta di Chailly di assistere a un concerto da lui diretto a Milano». Signor ministro, passiamo ad altro. Per la Fondazione Triennale cosa si farà? «Il Consiglio di Amministrazione ha avanzato due richieste di finanziamento sul piano del Lotto 2004-2006, una per l'archivio storico e l'altra per il Museo del Design. Saranno esaudite. Ricordo la filosofia innovativa di questo ente e vorrei fugare ogni dubbio sul concomitante museo del Made in Italy previsto dalla Finanziaria a Roma» E per il Museo della Scienza? «Saranno stanziati, con il piano del Lotto 2004-2006, 5 milioni e mezzo di euro per il restauro della parte napoleonica dell'edificio e dell'ingresso. Questo museo potrà diventare il motore di una vocazione alla scienza e alla innovazione tecnologica della città. Soprattutto se il carcere di San Vittore si potrà spostare». Ce lo auguriamo tutti. Non ha senso tenere un carcere in centro alla città. Per l'Arco della Pace, invece? «I restauri che lo interessano hanno usufruito di un significativo contributo di fondi dell'«otto per mille». Si conta di terminare i lavori e di riqualificare tutta l'area in occasione delle celebrazioni dell'anno napoleonico 2005 quando si ricorderanno i duecento anni dell'incoronazione di Napoleone I a Re d'Italia, avvenuta a Palazzo Reale nel 1805. Per l'occasione è previsto un intenso programma di eventi culturali e di restauri architettonici». Mi scusi se cambio argomento. Ma la Rai dovrà continuare ad essere un contenitore di intrattenitori e di idiozie? Il suo ministero cosa sta facendo? «La sede Rai di corso Sempione avrà un ruolo rilevante nella realizzazione di un magazi-ne culturale e poi, come richiesto dal mio ministero, di un Telegiornale della cultura». Come sarà concepito quest'ultimo programma? «L'idea è questa: suscitare l'interesse per i fatti culturali dello spettatore medio. Non solo informare». E l'Archivio Ricordi? «Ammetterà che almeno è stato salvato. Attualmente è alla Biblioteca Nazionale Braidense. In futuro potrà essere allestito uno spazio presso i locali messi a disposizione dalla Camera di Commercio in via Meravigli». Che fine ha fatto la famosa Biblioteca Europea di Informazione e Cultura? «La legge Finanziaria 2003 (art. 80, C. 47) ha autorizzato la spesa di 5 milioni di euro per il 2004 e di 15 milioni per il 2005 per la sua realizzazione. L'impegno congiunto degli enti locali e del governo darà così a Milano un'importante infrastnittura culturale. Mi pare che tutto stia procedendo secondo programmi e progetti...». Il ministro si è soffermato anche su altro, dall'Arengario («con il via libera del Soprintendente, potranno finalmente partire i lavori per il Museo civico di arte contemporanea») a Villa Necchi a Campiglio, dalla Mediateca di Santa Teresa al Piccolo Teatro, dai restauri che interesseranno anche Palazzo Reale e Foro Bonaparte a Brera. Su Brera, a dire il vero il ministro non vuole parlare. «Sto preparando una novità con la Pubblica Istruzione, con la signora Moratti. Forse prima di Natale, forse a gennaio... Pinacoteca e Accademia insieme, vedrà...». Il ministro si fa criptico, non insistiamo. E chi scrive non insiste, lasciandolo al suo tavolo di lavoro.