LA POLEMICA IL DIBATTITO E l'Università difende la ricerca «Un lavoro su base scientifica» La decisione di fermare le attività dell'Osservatorio regionale sul turismo e l'attacco alla borghesia napoletana «elitaria e giacobina». Sono due gli argomenti su cui si continua a discutere il giorno dopo l'intervento dell'assessore regionale al Turismo, Claudio Velardi, nella sede di Monte Sant'Angelo dell'ateneo Federico II. Quando ha parlato del borghese elitario, «Velardi ha fatto il ritratto si se stesso». Così la pensa Nicola Spinosa, soprintendente per il Polo museale di Napoli, che tuttavia non vuole scatenare una nuova polemica, convinto del fatto che «quello dell'assessore è stato un tentativo di scuotere la borghesia, e allora ben vengano reazioni di vario tipo, purché positive e propositive». Ma le parole di Velardi erano rivolte in particolare a Gerardo Marotta, anima dell'Istituto italiano di studi filosofici, definito dall'assessore «un giacobino che odia Napoli perché la vorrebbe a tutti i costi cambiata». «In un certo senso Velardi ha ragione - commenta Spinosa - perché dobbiamo smetterla di pensare soltanto alla rivoluzione napoletana del 1799 o al risorgimento di bassoliniana memoria che, in realtà, non c'è mai stato. Il grosso difetto di Napoli - continua il soprintendente - è quello di essersi chiusa in se stessa, quando invece dovrebbe avere la forza di riprendere contatti con l'esterno». «È comprensibile» il discorso di Velardi per il direttore del Madre, Eduardo Cicelyn, «se si tratta di una critica nei confronti di un istituto che vede ancora Napoli divisa nella dicotomia borghesia lazzaroni». «L'istituto di Palazzo Serra di Cassano - aggiunge - negli anni Settanta è stata l'antiaccademia ma adesso, dopo 30 anni, cosa ha lasciato in eredità, è riuscito a creare una generazione di filosofi?». Di pensatori illustri il direttore del Madre ne cita soltanto uno, Roberto Esposito, «che non si è formato nell'istituto di Marotta», conclude. Sul fronte delle accuse di inefficienza rivolte all'Osservatorio regionale sul turismo, organismo voluto dall'allora assessore Marco Di Lello, interviene Giovanna Martano, assessore al Turismo della Provincia di Napoli, secondo la quale l'organismo «è una duplicazione di soggetti già esistenti». «In due anni - spiega - non sono mai stata contattata né ho mai visto bollettini. Sono d'accordo che per la Campania ci sia bisogno di un'analisi più approfondita rispetto a quella dell'Istat sulle presenze turistiche - aggiunge - ma di certo l'Osservatorio regionale non è riuscito a fare questo tipo di lavoro». In difesa dell'indagine sul cosiddetto incoming turistico di Napoli e Provincia nel weekend di Pasqua, si pronuncia invece la docente Roberta Siciliano, ordinario di Statistica e curatrice del rapporto. «L'indagine - dice - è stata progettata e realizzata dal laboratorio di statistica del turismo, una struttura composta da professori, dottori e dottorandi di ricerca del dipartimento di Matematica e Statistica, e la sua professionalità e qualità sono garantite dalla struttura del laboratorio».
CAMPANIA - Anche l'assessore Martano critica l'Osservatorio turismo
Il riassunto è il seguente:
L'assessore regionale al Turismo, Claudio Velardi, ha fatto un intervento nella sede dell'Università Federico II di Napoli, in cui ha criticato la borghesia napoletana e ha definito un giacobino chiunque si opponga al cambiamento. Il soprintendente del Polo museale di Napoli, Nicola Spinosa, ha risposto che Velardi ha fatto il ritratto di se stesso e che il grosso difetto di Napoli è quello di essersi chiusa in se stessa. Il direttore del Madre, Eduardo Cicelyn, ha criticato Velardi per la sua critica alla borghesia napoletana, che vedeva ancora Napoli divisa nella dicotomia borghesia lazzaroni.
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