Palazzo Te, la loro reggia estiva, ne era il «contenitore», esso stesso opera d'arte grazie a Giulio Romano. È dunque un'emozione in più visitare la mostra sull'arte greca in Italia «La forza del bello», inaugurata ieri, che raccoglie 120 opere tra marmi, bronzi, terracotte, ceramiche e dipinti. Salvatore Settis, noto archeologo e rettore della Normale di Pisa, ha immaginato un percorso che porterà il visitatore a viaggiare nel tempo, attraverso le opere esposte, provenienti dai maggiori musei del mondo. Si parte dalla Magna Grecia, si arriva alla «nostalgia della Grecia», quel sentimento di amore e di recupero per il classicismo che uniformò l'Europa dal 1400 al 1700, con lo slancio a produrre copie di sculture antiche.
MANTOVA - I Gonzaga e le loro collezioni d'arte, che spaziavano dai dipinti del Mantegna alle sculture d'arte antica.
Palazzo Te, la loro reggia estiva, ne era il contenitore, esso stesso opera d'arte grazie a Giulio Romano. È dunque un'emozione in più visitare la mostra sull'arte greca in Italia La forza del bello, inaugurata ieri, che raccoglie 120 opere tra marmi, bronzi, terracotte, ceramiche e dipinti. Salvatore Settis, noto archeologo e rettore della Normale di Pisa, ha immaginato un percorso che porterà il visitatore a viaggiare nel tempo, attraverso le opere esposte, provenienti dai maggiori musei del mondo. Si parte dalla Magna Grecia, si arriva alla nostalgia della Grecia, quel sentimento di amore e di recupero per il classicismo che uniformò l'Europa dal 1400 al 1700, con lo slancio a produrre copie di sculture antiche.
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