Quelle bandierine piantate sulla città L'esposizione sarà aperta fino al 3 aprile, poi iniziano le camminate nei quartieri guidate dai «facilitatori» La città che c'è e quella che c'è stata ora sono in mostra. Quella che verrà è ancora tutta da creare e nascerà, almeno per ciò che riguarda il «Cisternino di città» di piazza Guerrazzi - la vecchia Casa della cultura - al termine di un percorso caratterizzato da una partecipazione diretta di tutti coloro che vorranno esprimere un pensiero, un'idea, un desiderio. I pannelli esposti alla Bottega del Caffé, intanto, cominciano a dire qualcosa su come i livornesi, soprattutto i più giovani, vorrebbero la loro città. Anche perché la mostra inaugurata ieri contiene spazi ancora da riempire. C'è, ad esempio, la mappa della città con tante bandierine verdi e rosse da mettervi sopra. Quelle verdi rappresentano gli spazi recuperati, quelle rosse gli spazi che ancora dovrebbero essere recuperati. E di idee, anche in questo caso, ce ne sono tantissime, ognuna secondo la sensibilità e gli interessi di chi le avanza. C'è chi punta sulle ville da restaurare e riqualificare, chi a una diversa destinazione dello stadio. E chi, invece, dà atto alla città di aver già messo a disposizione dei giovani alcuni luoghi che prima non c'erano (il Teatro del porto è uno di questi). Sarà comunque interessante, il 3 aprile, quando la mostra alla Bottega del Caffè si chiuderà, capire quante saranno state le bandierine piantate sulla mappa della città e quali proposte si porteranno dietro. Poi c'è il dossier realizzato dal Comitato senza fissa dimora e dall'Osservatorio sulle trasformazioni urbane. «Spazi da recuperare e non da vendere», dicono loro, che si lamentano anche un po' perché un dirigente del Comune ha tolto un pannello che riepilogava la loro attività in quanto ritenuto troppo conflittuale nei confronti dell'amministrazione. In ogni caso, anche questa sezione della mostra metteva in bella evidenza una cartina della città con gli spazi pubblici sfitti, gli edifici che, secondo gli autori di questi pannelli, dovrebbero essere utilizzati a scopo abitativo, i luoghi militari ormai dismessi per i quali si aprirà una nuova utilizzazione. Interessanti anche i filmati sulla città, che danno il senso di come è possibile leggere la realtà livornese con una videocamera fra le mani, privi di condizionamenti. Il clima di ieri, comunque, è stato caratterizzato dalla presenza di molti dei facilitatori che hanno partecipato ai corsi tenuti dalle docenti universitarie che curano il progetto partecipativo a cui ha pensato il Comune. L'intervento «ufficiale» di apertura della mostra è stato quello di Luciano Crespi, del Politecnico di Milano, che ha illustrato ciò che è avvenuto a Sesto San Giovanni, dove le vecchie aree industriali hanno trovato una nuova destinazione. Altri casi simili, in diverse città d'Europa, sono stati analizzati e saranno al centro della mostra apertasi ieri. Una volta terminata l'esposizione alla Bottega del Caffè, la parte più significativa di questo materiale verrà installata sul bus che, insieme ai facilitatori, farà il giro dei quartieri, dove nel mese di aprile si svolgeranno le camminate dalle quali gli ideatori del progetto sperano di avere altre opinioni, prima della grande kermesse del 22 e 23 maggio, l'Open space al terminal crociere della stazione marittima.