Presentato l'intervento di restauro che sarà finanziato dalla Fondazione della Cariparo Verso il recupero degli affreschi medioevali danneggiati da troppi anni di incuria Torneranno al loro antico splendore gli affreschi della chiesa di san Maurelio a Sariano di Trecenta. Dopo cinquant'anni dal loro ritrovamento fortuito e da cinque dal primo progetto di recupero, il ciclo degli affreschi e la chiesa saranno recuperati, grazie all'intervento finanziario della Fondazione Cariparo, della Sovrintendenza ai beni culturali e della Regione. I dipinti risalgono a epoche diverse, databili tra la seconda metà del XIV secolo e l'inizio del XVII. Il progetto di recupero è stato presentato ieri nella sede della Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, durante un incontro che ha coinvolto anche alcune istituzioni interessate. «È un intervento urgente - specifica Massimiliano D' Ambra, progettista dei lavori di restauro - gli affreschi risultano ricoperti da una sostanza gelatinosa, frutto di un pessimo microclima presente all'interno della chiesa. C'è molta umidità e sulle pareti sono presenti alghe, muschi e licheni. Purtroppo negli anni Cinquanta erano stati eseguiti degli interventi edilizi che hanno danneggiato gli affreschi, invece di preservarli. Addirittura scende dell'acqua dai tetti di due edifici allineati con la chiesa, e questo comporta un'ulteriore quantità di umidità». L'attuale chiesa di san Maurelio venne realizzata nel 1704, inglobando un vano di fondazione romanica, visto che Sariano faceva parte dei possedimenti di Matilde di Canossa, restituiti al vescovo di Ferrara nel 1109 e passati poi agli Estensi nel 1240. L'edificio venne poi ampliato da Uguccione Contrari, feudatario del luogo a partire dal 1401, con la costruzione di una nuova aula, che coincide con l'attuale presbiterio. Gli affreschi rimasti, frammentari e rovinati, sono visibilmente di epoche diverse, anche se allo stato attuale è difficile avanzare ipotesi attributive. Una prima campagna decorativa sulle pareti interne della costruzione più antica venne probabilmente realizzata intorno alla metà del Trecento, una seconda, riguardante la volta a crociera e qualche frammento sulle pareti verso il presbiterio, riguarda l'arcone trionfale fatto costruire e decorare dagli eredi dei Contrari dopo la metà del XV secolo. «L'intervento di restauro sarà non solo di superficie, ma anche di struttura - prosegue D'Ambra - la medievale cappella dei Contrari, conservata all'interno del settecentesco complesso della chiesa richiede infatti urgenti e inderogabili interventi di conservazione e risanamento, che consentano il recupero e la valorizzazione degli importanti cicli di affreschi conservati con discontinuità sulle pareti perimetrali». Tra una decina di giorni, quindi, partirà la prima tranche di lavori esterni, coordinati dalla Sovrintendenza, una volta terminati i quali si passerà al recupero degli affreschi, e in tutto è stato preventivato un anno per la fine ufficiale di tutti gli interventi. Grande la soddisfazione per le varie parti in causa. Antonio Laruccia, sindaco di Trecenta, ha sottolineato come questi progetti non solo portino lustro a tutto il territorio, ma invoglino anche i turisti a visitare le nostre terre. Anche per don Ferdinando Salvan, parroco di recente nomina della chiesa di san Maurelio, era necessario intervenire per non disperdere questo patrimonio artistico. «Ci occupiamo spesso del recupero dei beni artistici del territorio - ha chiuso Antonio Finotti, presidente delle Fondazione - per noi è un dovere mantenere vivo il profilo artistico e culturale del luogo dove viviamo».