Anche il comune di Castelmassa ha deciso di aderire alla ... Anche il comune di Castelmassa ha deciso di aderire alla decima edizione delle Settimana della Cultura, una festa per tutti indetta dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, in colaborazione con la Provincia, tesa a valorizzare istituzioni e beni culturali del territorio. «Grazie a questa iniziativa ha detto venerdì sera l'assessore alla cultura e allo sport Laura Bolognini nel presentare la rassegna castelmassese dal titolo 50 minuti di storia cominceremo un insieme di percorsi storici che riguarderanno la realtà del nostro territorio, pillole di storia che ci permetteranno di prendere consapevolezza con il passato della nostra zona». Primo di tre appuntamenti, venerdì sera, nella sala polivalente di Piazza Garibaldi, con l'ex insegnante e stimatissima in paese Amina Bongiovanni, che ha presentato la sua opera, Massa Superiore 1434 Una storia remota, un'affascinante ricerca condotta sulla Castelmassa (allora Massa Superiore) del 400, ricca di aneddoti e curiosità sugli eventi dell'epoca, sulla situazione socio-culturale del paese, in particolare, su una questione importante, la visita pastorale che nell'aprile del 1434 l'allora vescovo di Ferrara Giovanni Tavelli da Tossignano fece nel paese rivierasco, una delle tante tappe necessarie per attuare quel profondo rinnovamento nella Chiesa in capite et in membris che il Papa Eugenio IV diede mandato di fare ai suoi collaboratori. La ricerca si concentra sulla figura di Giovanni Tavelli, un appartenente all'ordine dei Gesuati, movimento nato nel 300 come fraternità di laici ispirati a San Girolamo dedicati principalmente all'assistenza degli infermi. Conosciuto e stimato a Ferrara per la sua fede ed immensa devozione al dettato evangelico, dopo due rifiuti addebitati all'inadeguatezza del ruolo, Tavelli accetta finalmente l'incarico del Papa e il 27 dicembre 1431 viene consacrato vescovo a Mantova prima del trasferimento nella città estense. La riforma della Chiesa da attuare nel Polesine passa quindi attraverso le sue visite pastorali volte a scovare ed eliminare tutto il marciume del clero dell'epoca: interrogatori ai parroci, ispezioni degli stabili (chiesa, sacrestia, abitazione, cimitero), confronto coi massari (anziani del paese), censura a spettacoli, giochi d'azzardo e sortilegi. Le visite hanno inizio nel 1432, ma sarà due anni dopo, il 15 aprile del 1434, che il Vescovo arriverà a Massa Superiore dove, dopo una serie di controlli mirati, che via via sveleranno i sotterfugi dell'allora parroco don Angelo di Apulia, ordinerà al sacerdote privo di documenti che ne attestino la sua competenza clericale, di presentarsi a Ferrara il mese successivo per rendere conto sulla nuova situazione. «Un paese di ribelli, bestemmiatori e concubini», pensò di Massa Superiore il Vescovo al termine della sua visita. Un paese nel quale il parroco intratteneva rapporti anche con una strega. In questo contesto si inserisce l'ulteriore approfondimento della maestra Bongiovanni che racconta la situazione primitiva della medicina del medioevo dalla quale ebbe origine questo fenomeno che portò alla condanna al rogo di migliaia di donne considerate fattucchiere nefaste, una repressione che però lo stesso Giovanni Tavelli non decise di attuare, orientato maggiormente a risollevare, alla fine con successo, la situazione degradata del clero.
Anche il comune di Castelmassa ha deciso di aderire alla decima edizione delle Settimana della Cultura
Il comune di Castelmassa ha aderito alla decima edizione delle Settimana della Cultura, una festa per tutti indetta dal Ministero per i Beni e le Attività culturali. L'assessore alla cultura e allo sport Laura Bolognini ha presentato la rassegna castelmassese dal titolo "50 minuti di storia cominceremo". Il primo appuntamento è stato con l'ex insegnante Amina Bongiovanni, che ha presentato la sua opera "Massa Superiore 1434 Una storia remota". La ricerca si concentra sulla figura di Giovanni Tavelli, un vescovo gesuita che visitò il paese nel 1434 per riformare la Chiesa.
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