Iniziata il 25 marzo scorso, sta volgendo a conclusione anche in Cadore la decima "Settimana della cultura". La pluriennale iniziativa proposta dal Ministero per i Beni culturali e le Attività Culturali ha favorito, complice in molti casi il periodo pasquale, la riscoperta o, in qualche caso, la scoperta di siti e luoghi di interesse e valenza storica nella terra di Tiziano. La Magnifica Comunità di Cadore, custode morale dei valori della civiltà storica cadorina, come sempre anche in questo caso si è ritrovata in prima fila nello stimolare iniziative e percorsi volti ad aumentare la conoscenza della cultura locale, anche in chiave di vantaggi per il turismo, che appare sempre di più come una delle risorse cui puntare nel futuro. In questa direzione, in prima persona, si è mosso in prima persona anche l'avvocato Emanuele D'Andrea, presidente della Magnifica Comunità, mettendo a disposizione una sorta di mappa contenente tutte le iniziative programmate in occasione della Settimana. C'è da dire - come lo stesso D'Andrea ha precisato nella nota che accompagna l'illustrazione del programma - che l'iniziativa in cadore è stata resa possibile ed assecondata dalla fattiva collaborazione prestata da tutti i Comuni. Non c'è stata infatti località che, nell'occasione, non abbia valorizzato il proprio patrimonio storico-artistico offrendo disponibilità a guide e visite guidate. Ciò ha consentito che ottenessero visibilità non solo i siti più conosciuti, come ad esempio la casa natale di Tiziano a Pieve o la chiesetta di Sant'Orsola a Vigo, ma proprio gli ambiti meno noti al grosso pubblico. È stato così possibile andare alla scoperta di santuari e luoghi di culto fuori dei percorsi più rinomati. Basti pensare, tanto per farsi un'idea, alla chiesa gotica di San Leonardo, risalente al 1430, con annessa cella Su altro versante le porte si sono dischiuse per far conoscere autentici documenti di architettura d'epoca, come nel caso di villa Poli (o de Pol) del 1600 con corredo di affreschi, in quel di San Pietro. Insomma, un'operazione di promozione turistico-culturale riuscita, quella della Settimana della cultura in Cadore, da cui ci si possono attendere favorevoli riscontri. Fedele al suo ruolo di motore e coordinatore di tutti i Comuni del territorio in materia di valorizzazione dei beni culturali, e validamente affiancata dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, la Magnifica ha lavorato secondo un sistema integrato. In questo modo è riuscita a riportare alla luce le peculiarità artistiche del luogo attraverso una rete culturale che si ricollega al concetto di "Museo diffuso" Infatti i siti segnalati da ogni Comune come visitabili per singola iniziativa potrebbero costituire l'incipit per la creazione di percorsi culturali ben più ampi. «L'iniziativa - precisa la Magnifica - è stata realizzata perseguendo l'obiettivo di offrire a tutti i cittadini ed ai visitatori un'occasione per conoscere aspetti e qualità del territorio cadorino che molto spesso, per diversi motivi, risultano trascurati nelle loro bellezze». E nell'attuazione di questo progetto si è vista l'importanza dell'apporto offerto dal volontariato, risorsa fondamentale che contribuisce alla conoscenza e allo sviluppo del patrimonio culturale. Bruno De Donà
SETTIMANA DELLA CULTURA Pieve di Cadore Magnifica Comunità coordinatrice del "museo diffuso" in Cadore
La decima "Settimana della cultura" è iniziata il 25 marzo scorso e sta volgendo a conclusione anche in Cadore. L'iniziativa, proposta dal Ministero per i Beni culturali e le Attività Culturali, ha favorito la riscoperta o la scoperta di siti e luoghi di interesse storico nella terra di Tiziano. La Magnifica Comunità di Cadore, custode morale dei valori della civiltà storica cadorina, ha stimolato iniziative e percorsi volti ad aumentare la conoscenza della cultura locale. L'avvocato Emanuele D'Andrea, presidente della Magnifica Comunità, ha messo a disposizione una mappa contenente tutte le iniziative programmate in occasione della Settimana.
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