La giunta ha approvato il progetto. Una multinazionale tedesca pronta a finanziarlo L'assessore: «La società che vincerà la gara avrà diritto ad usare propri spazi pubblicitari in punti preconcordati» Ci vorranno 300 giorni. In meno di un anno, a 42 di distanza dall'ultimo intervento, il pregiatissimo pavimento della Galleria tornerà come nuovo: via le tessere rotte dei mosaici, via le crepe in cui inciampano turisti e passanti, lucidati i bronzi, rimossi e sostituiti i 1.772 vetri dei 256 rosoni. E sarà un cantiere a vista: nel senso che il passeggio in Galleria verrà garantito da passatoie in vetro e i lavori saranno protetti da alzate in plexiglas. La giunta comunale ha approvato ieri il progetto definitivo per il restauro conservativo della pavimentazione del salotto di Milano, compresi i portici meridionali e settentrionali: costo totale, un milione e mezzo di euro. Nel giro di venti giorni verrà indetta l'asta per scegliere la società che si occuperà dei lavori e con questo bando di gara verrà individuato lo sponsor. In realtà, nei mesi scorsi era arrivato sul tavolo dell'assessore all'Arredo Urbano, Maurizio Cadeo, una proposta della Blow Up Project, branca della multinazionale tedesca Stroer Group International che si è occupata del restauro delle Porte di Brandeburgo e di Charlottenburg a Berlino. L'azienda, come condizione della propria disponibilità di budget, aveva chiesto che entro il 31 marzo fosse pronto il progetto: «E abbiamo vinto la sfida», gongola Cadeo. Il disegno è stato predisposto dagli uffici del Comune: fin dal 2005 l'architetto Pasquale Mariani Orlandi, che già si è occupato del restauro della Scala e sta seguendo i lavori alla Mura Spagnole e al Piccolo, ha avviato la ricognizione. Sua la firma al progetto definitivo e responsabile del procedimento sarà l'architetto Silvia Volpi: ci sarà poi un Comitato formato da rappresentanti della Soprintendenza e da rappresentanti delle Università milanesi, per garantire il rispetto delle procedure e della tradizione. Altra novità, la decisione di effettuare una parte dei lavori nelle ore notturne, occupandosi ogni volta di piccole parti di pavimento, in modo da non creare disagi ai passanti e ai commercianti. «Abbiamo avuto continui contatti garantisce Cadeo con i negozianti e le associazioni della zona. Tutto è stato concordato e non sarà bloccata un'ora del loro lavoro». Cadeo detta scadenze ravvicinate: «Esauriti i termini della gara, nel giro di due mesi avremo il progetto esecutivo e da luglio partiranno i lavori. Per la prossima estate la Galleria avrà un volto nuovo e straordinario». Come ha spiegato Mariani, «il problema principale della Galleria, su cui non era mai stata fatta una ricognizione precisa, sono gli sbalzi termici continui che provocano il sollevamento di alcune parti fino a 4 centimetri». Per ovviare a questo limite, sono stati scelte modalità di intervento, tipi di lavorazione e materiali molto particolari, che consentiranno al lavoro di durare nel tempo. «Abbiamo effettuato la scorsa estate un intervento pilota, nei pressi del Sayini, che ha dato ottimi risultati». Certo, bisognerà poi ripensare all'uso della Galleria, «in particolare ammette Cadeo per quanto riguarda l'Ottagono». n progetto, come ha osservato anche l'assessore ai Lavori Pubblici, Bruno Simini, «conferma la bontà della strada intrapresa affidandosi a sponsor privati per le ristrutturazioni, che altrimenti le casse comunali non potrebbero pagare». Cadeo mette paletti: «La società che vincerà la gara avrà diritto ad usare propri spazi pubblicitari in punti preconcordati, ai due ingressi della Galleria e in alcune parti dei portici. Quindi, non sarà possibile cedere questi diritti a terzi». La scheda La denuncia Crepe, tasselli divelti, chiazze sistemate con fissanti per evitare il peggio. Il degrado del mosaici della Galleria è stato segnalato dal Corriere fin dal 2006 Il piano Entro luglio parte il piano di restauro. L'intervento durerà 300 giorni. Il restauro L'ultima riqualificazione risale al'95, quando venne sistemata la pavimentazione danneggiata dalla guerra. L'intervento prevede anche il recupero e la sostituzione di 1.772 vetri